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Il passaggio naturale verso un ciclo sonno / veglia più ritardato, che si verifica durante l'adolescenza – la ragione per cui così tanti adolescenti hanno difficoltà ad addormentarsi prima delle 23 - continua nella prima età adulta, secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista Sleep Medicine.

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Lo studio - un grande progetto che ha monitorato l’andamento del sonno di oltre 17.000 giovani in tutto il mondo - ha anche scoperto che i tempi e la durata del sonno variano in base al sesso e (leggermente) alla posizione geografica.

"È stato interessante scoprire che il ritmo circadiano si sposta più avanti anche nelle persone di età superiore ai 20 anni" afferma Liisa Kuula , autrice principale dello studio e ricercatrice post-dottorato presso l'Università di Helsinki.

"Le differenze geografiche erano relativamente piccole ma simili a quelle osservate in precedenti studi su scala ridotta" aggiunge. "La necessità di dormire non varia notevolmente tra le culture, ma le differenze sorgono in termini di tempo riservato al sonno."

Questi risultati hanno importanti implicazioni per la salute. Sebbene gli esperti raccomandino agli adolescenti di dormire dalle 8 alle 10 ore ogni notte per un benessere fisico e cognitivo ottimale, meno della metà dei ragazzi di età compresa tra 11 e 18 anni raggiunge tale obiettivo.


Uno spostamento naturale

Gli scienziati sanno da tempo che i tempi e la durata del sonno dei bambini cambiano quando entrano nell’adolescenza. Ciò è dovuto principalmente al fatto che i cambiamenti ormonali che si verificano con la pubertà influiscono anche sui ritmi circadiani dei giovani, gli "orologi" interni che determinano la tempistica delle funzioni fisiologiche del corpo, incluso il ciclo giornaliero di sonno / veglia.

Prima della pubertà, i ritmi circadiani della maggior parte dei bambini in età scolare fanno sì che abbiano sonno intorno alle 20 o alle 21. Una volta iniziata la pubertà, quei ritmi vengono spostati in avanti di un paio d'ore, motivo per cui è così difficile per gli adolescenti addormentarsi prima delle 22, 23.

Questo spostamento naturale nel ciclo sonno / veglia durante l'adolescenza è chiamato "ritardo della fase del sonno".

Anche i fattori ambientali e di contesto - come bere bevande contenenti caffeina e usare la televisione, gli smartphone o altri media elettronici nella camera da letto - influenzano a loro volta i cambiamenti nelle abitudini riferite al sonno che si verificano durante l'adolescenza. Ma sono i cambiamenti biologici sottostanti che guidano il ritardo della fase del sonno.


Dettagli dello studio

Per lo studio attuale la professoressa Kuula e i suoi colleghi hanno deciso di dare un'occhiata più da vicino alla durata e ai tempi delle consuetudini del riposo notturno durante la tarda adolescenza e la prima età adulta.

Hanno usato i dati raccolti da 17.355 giovani di età compresa tra 16 e 30 anni che avevano acconsentito di condividere con i ricercatori informazioni dai loro dispositivi elettronici tracker di fitness, per un periodo di due settimane all'inizio del 2018. I partecipanti vivevano in 107 paesi e più della metà (56 percento) erano donne.

I tracker di fitness specificamente utilizzati nello studio sono risultati affidabili per determinare quando le persone si addormentano e si svegliano.

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Sono stati raccolti quasi un quarto di milione di notti di sonno. Una volta analizzati, tali dati hanno rivelato i seguenti risultati chiave:

  • La durata del sonno diminuisce durante l'adolescenza - e ben presto nella prima età adulta, stabilizzandosi solo intorno ai 30 anni. Le persone che hanno poco più di 20 anni dormono, in media, circa mezz'ora in meno a notte rispetto a quelle nella loro media-adolescenza.
  • Il ritardo nell'insorgenza del sonno che inizia nell'adolescenza, continua nella prima età adulta, raggiungendo il picco intorno all'età di 22 anni. Dopo quell'età, le persone tendono ad essere in grado di addormentarsi sempre più presto. "Questi risultati suggeriscono, scrivono i ricercatori che, almeno dal punto di vista del tempo di sonno, la transizione dall'adolescenza all'età adulta potrebbe avvenire nei primi anni dopo i venti".
  • Le giovani donne tendono a dormire più a lungo rispetto ai giovani - una media di 21 minuti in più a notte. Tendono anche ad addormentarsi leggermente prima.

Lo studio ha anche scoperto alcune notevoli differenze nelle consuetudini di sonno in base alla posizione geografica. I giovani in Asia hanno dormito meno (6 ore e 30 minuti, in media), mentre quelli in Australia, Nuova Zelanda e altri paesi dell'Oceania hanno dormito più a lungo (7 ore e 14 minuti).

La dottoressa Kuula e i suoi colleghi affermano che "una maggiore enfasi sul lavoro e sul rendimento scolastico nei paesi asiatici" potrebbe spiegare perché i giovani in quella zona del mondo abbiano i cicli di sonno più brevi.

I giovani in Asia, tuttavia, tendono anche a impegnarsi di più in un sonno "di recupero" rispetto a quelli che vivono altrove, sottolineano i ricercatori.

È interessante notare che lo studio non ha rilevato che i giovani abbiano dormito significativamente più a lungo nei fine settimana rispetto ai giorni feriali.


Limitazioni e implicazioni

Lo studio presenta diversi limiti importanti, in particolare la possibilità di distorsioni nella selezione dei partecipanti. Le persone che indossano fitness tracker potrebbero non essere rappresentative di altre della loro età. Per prima cosa, sono più propense a condurre stili di vita più sani.

I ricercatori non sono stati inoltre in grado di includere i sonnellini diurni nelle loro analisi. La prevalenza del pisolino varia a seconda della regione e della cultura e può quindi spiegare alcune delle differenze regionali nei modelli di sonno osservati nello studio.

Tuttavia, i risultati dello studio sono interessanti e ricordano che dobbiamo fare di più per aiutare i nostri adolescenti e giovani adulti a dormire a sufficienza. Ciò significa riconoscere che i giovani che hanno difficoltà ad alzarsi dal letto la mattina non sono pigri o sconsiderati. I loro orologi interni sono solo in un fuso orario diverso.

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