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diritti degli immigrati

  • Chiamateli persone non clandestini

    Da quando ho letto la sentenza del Tribunale di Agrigento depositata il 15 dicembre scorso, sul naufragio a largo dell’Isola di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 366 persone, una domanda mi rimbomba in testa: se le avessero chiamate e ancor prima pensate “persone” le avrebbero salvate?

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  • Con quell’aria un po’ da saggi, un po’ da adolescenti

    L’Europa sta invecchiando e l’Italia ancora di più. Ne ha dato l’annuncio l’Istat intorno alla metà di febbraio e i dati sono rimbalzati su tutti i media. Le culle rimangono vuote.

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  • Errori imperdonabili ma solo per alcuni

    Imperdonabile. Ogni errore commesso da uno straniero, non importa se presunto o reale, se obsoleto o recente, se grave o irrisorio, se meramente segnalato o definitivo, se estinto, pendente o riabilitato, ogni errore, resta indelebile e imperdonabile.

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  • Le stelle di Lampedusa

    Non c’era conclusione migliore. Sabato sera (5 dicembre, ore 21) il canale YouTube della Biblioteca Popolare Giardino ha ospitato la presentazione del libro “Le stelle di Lampedusa”, con l’autore Pietro Bartolo, il medico e esperto di intercultura Gustavo Zanoli, i tutori volontari Paola Scafidi e Andrea Firrincieli.

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  • Riconoscere l’orrore

    Non basta la barriera trasparente di plexiglass (o plexiglas che dir si voglia) e neppure la mascherina chirurgica a proteggerci. Lui non riesce a guardarmi negli occhi (seppure gli occhi siano l’unica parte del viso che entrambi abbiamo scoperta), fissa un punto tra me e la gamba del tavolo.

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  • Sempre al primo posto verità e giustizia

    Le persone che varcano la soglia del nostro studio, sto realizzando negli ultimi giorni, chiedono da noi principalmente due cose: verità e giustizia. Non necessariamente entrambe e non per forza alternativamente, ma certamente in questo ordine.

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  • Sopravvivere alle discriminazioni

    Viva me! Lui dice, o meglio grida dall’altra parte del telefono, proprio così: "viva me!" ed in effetti, chi altri se no? Viva lui che è sopravvissuto alle discriminazioni e alle violenze senza mai rinunciare alla sua identità.

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  • Una storia di fortuna drammi e ingiustizie

    Continua a ripeterlo: “sono proprio fortunato”. Io gli credo ma non posso trattenermi dallo scuotere la testa. Non ci vedevamo da alcuni anni. Ora lui vive in Piemonte in un piccolo comune con tanta neve e monti alti “mi piacciono le montagne, molto più del mare. Mi piace camminare, mi piace salire...”

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