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diritti dei profughi

  • Benyamin Somay ha scelto le parole

    “Quando incontro i ragazzi delle scuole medie mi fanno mille domande”, è il commento immediato di Ben mentre usciamo dalla scuola superiore dove, invece, è stato ascoltato in silenzio. “In fondo questi avevano già quasi vent’anni…”.

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  • Da Lampedusa a Ventimiglia migranti in viaggio in cerca di libertà

    Sono 117, a volerli ridurre a numeri, i reclusi dell'hot spot di Lampedusa. Erano una quarantina di più il giorno prima, ma era un lunedì e, come tutti i lunedì — e i giovedi — qualche decina di loro ( presi a caso) sono stati condotti sul volo per Palermo per poi essere rimpatriati.

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  • E poi c’è chi la chiama pacchia

    Provateci voi. Dopo un boato, un fragore di sangue, con ancora il bagliore della lama tra occhi e pelle. Il nemico alle spalle o alle porte. Mentre la terra trema o la tempesta si abbatte sulla tua casa.

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  • I "rifiutati". Storie quotidiane di chi chiede aiuto e non trova mai le risposte

    «Mi hanno rifiutato ». Dicono proprio così. Non ricevono solo il rifiuto ma ci si identificano. Non sono solo i destinatari ma l‘oggetto, o meglio il soggetto, di quel rifiuto. Loro sono il rifiuto che altri hanno incautamente decretato.

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  • I bambini nei panni dei migranti

    Abbiamo il vizio con amici e amiche insegnanti, educatori o scrittori, di andare nelle scuole e parlare con gli alunni, meglio se ancora bimbi, dei temi che gli adulti di solito non amano affrontare: guerre, violazioni dei diritti, migrazioni e paure. I bambini sono la platea più impegnativa ed attenta che può capitare di avere.

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  • I diritti dell’uomo e la necessità di dare risposte chiare e veloci a chi chiede asilo

    Capita quasi ogni volta. Quando parli a un qualsiasi pubblico — ma molto meglio se giovane e non ancora irreversibilmente plagiato dalla massiccia disinformazione sul tema né viziato dall’ottundimento d’odio da tastiera (o da bar) — succede quasi sempre.

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  • Il Bagaglio necessario per L’Antibarbarie

    Ognuno di noi ha un bagaglio da portare. Lo ha detto un ragazzo, arrivato minorenne in Italia da un paese lontano, al giornalista Luca Attanasio ricordando le parole del padre.

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  • Il tappeto afgano

    “Lei prima ha raccontato come è arrivato in Italia e volevo dirle che la ammiro un sacco, io non ce l’avrei mai fatta”.
    “Anche io l’avrei detto. Sai quando ce la fai? Quando ti capita”.

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  • La stupidità del linguaggio

    Ci sono dei politici, ma quel che è forse peggio ci sono alcuni giornalisti che ancora li chiamano “Taxi del mare”. Osano spiegare tale demenziale epiteto sostenendo che le imbarcazioni delle ong che salvano i naufraghi in mare funzionano da pull factor.

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  • Laurent, 14 anni, e Il treno dei bambini

    Eppure c’è stato un tempo in cui di accoglienza eravamo capaci. Pensavo a questo qualche giorno fa leggendo del ragazzo ritrovato nel carrello d’atterraggio del Boeing 777, allo Charles de Gaulle di Parigi, e avendo in mente il libro che mi aspettava sul comodino.

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  • Quel piccolo grande Ahmed

    Avevamo già parlato, scritto e persino, grazie all’amico Pietro Barabino, mandato in onda, la storia esemplare e faticosa del “piccolo grande Ahmed”, come lo chiamano i suoi genitori italiani.

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  • Quelle grida dei migranti a chi li caccia

    Vorrei quasi presentarglieli alcuni e alcune dei seicentomila che, il redivivo Silvio vorrebbe riportare indietro, anzi, “ricacciare” al loro paese. Oppure, a quell’altro che si è inventato l’indegna espressione “taxi del mare” riferita a quegli straordinari equipaggi di eroi che salvano vite a largo delle nostre coste.

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  • Ventimiglia, terra di frontiera che dimentica i diritti dei profughi

    Nei giorni in cui si celebra  l'anniversario della dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, ci si trova a fare i conti, in questa terra di frontiera, con la costante ed impunita violazione degli stessi pur inviolabili diritti. A Ventimiglia 250 profughi, per la maggior parte (l'81%) provenienti dal Sudan e per metà minori non accompagnati (vale a dire soli), sono costretti a dormire lungo il fiume, in mezzo ai rifiuti, alle intemperie e ai predatori, spesso bipedi e dunque più pericolosi e perversi.

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