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famiglia

  • Ci sono famiglie dove il maltrattamento, la violenza fisica e psicologica, sono un dato strutturale, magari accentuato da una cultura che li legittima. Se un membro della famiglia – ad esempio una adolescente, e perciò due volte ribelle e due volte fragile: per età e per sesso – non lo tollera, la sua reazione può, raramente, essere trasformativa e di crescita per tutti. Molto più spesso è, per la ragazza, l’ingresso in una solitudine sconfinata. Occorre molta forza e un pizzico di fortuna per non tornare sui propri passi e continuare a credere di avere fatto la scelta giusta, perché deve esserci un’altra possibilità. A scapito dell’appartenenza, certo, ma a vantaggio della propria crescita, della propria libertà.

    20170529 ribelle 3

  • Mutismo selettivo? Esordio psicotico? Banale ribellione adolescenziale? Risposta a violenze mai rilevate? Rivincita per essere rimasta nel Paese d’origine, bambina, mentre mamma, papà e i fratelli già erano in Italia insieme – o magari per essersene dovuta andare?

    Mostri solo le treccine
    perché il volto è chinato.
    Così tracci il confine
    del tuo mondo arrabbiato.

    20161215 parole 1

  • E tu che cosa guardi?
    Non sono mica un bambino.
    Se mi va faccio tardi.
    Non venirmi vicino.

    20170515 ragazzo 2

  • Io lavoro in un centro educativo
    sono tanti i ragazzi che incontriamo
    con ognuno ripeto il tentativo
    di ascoltarli e dire che ci siamo.

    20170522 educatrice 2

  • La famiglia è il cuore del mondo affettivo, qui si sviluppano relazioni di reciprocità e di dono che aiutano a proteggere l’individuo, rassicurandolo rispetto alle necessità materiali, in una prospettiva di futuro.

    20150722 Bonato lavoro 2

  • Il fallimento educativo è spesso
    solo apparente, perché le esperienze

    20170209 cambiamento a

  • Per gentile concessione dell'autore e dell'editore, pubblichiamo l'introduzione de "Il miele e l'aceto" di Lamberto Bertolè (Novecento editore).

    Un giorno mi è capitato di leggere, con sgomento, in un trafiletto di giornale, che un ragazzo di quarta o quinta liceo si era suicidato perché non poteva più attendere di vedere se vi fosse un aldilà dopo la morte e, soprattutto, di sapere quale religione avesse detto la verità, quale fosse il vero Dio. “Se il destino dell’uomo è segnato, che senso ha aspettare?”, deve aver pensato. Il desiderio di assoluto, il bisogno di verità non gli avevano lasciato scampo. E il mio sgomento, nel leggere la notizia, ora lo so per certo, misurava la mia distanza di adulto da quell’età misteriosa, l’adolescenza, che era la sua età e non più la mia.

     20150610 lamberto

  • Il ruolo della famiglia
    i conflitti e la mancanza
    per i giovani autori di reato

    20170516 famiglie 4

  • Non avevo mai conosciuto Renzo. Lo incrocio di sfuggita in sala d’aspetto con la sua mamma. È un ragazzo alto, magro, con un naso lungo e gli occhi chiari. Ha un sorriso appena accennato, vigile e riflessivo, ma che sembra sempre pronto ad aprirsi su tutto il volto. Un volto pulito, da bravo ragazzo che suggerisce una provenienza da “famiglia bene”. Senza cicatrici o imperfezioni che tradiscano un passato difficile.

    20150518 riconciliazione 1

  • Tra i sentimenti particolarmente negativi che possono affliggere la psiche di un adolescente c'è la percezione di una possibile "invalidazione" da parte degli altri e, più in generale, di una mancanza di accettazione.

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  • "La figura di Adele è centrale. Donna dal carattere asciutto, silenzioso e schivo, dedita ai sacrifici e al duro lavoro per il forte senso di responsabilità e della famiglia allargata da mantenere, ma anche poco incline all’accettazione di altri stili e scelte di vita, come il desiderio di recitare di Maria Concetta da Adele denigrato e schernito, e l’inquietudine e la rabbia adolescenziale di Ina che rifiuta di studiare per prendere la maturità".

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  • Un ottimo film di animazione, forse il migliore fra quelli realizzati finora dal binomio Disney-Pixar, che esplora il mondo della mente umana e delle emozioni. Il film inizia con la nascita della bambina Riley, “uno splendido fagottino” come dicono i suoi genitori. Nel “quartiere generale” della mente di Riley compare subito un'emozione: Gioia e sembra che ci saranno solo loro due, "...ma questo durò solo per 33 secondi" dice Gioia, perché nella mente di Riley è già nata un'altra emozione: Tristezza. 

    20101021 inside-out 2

  • Se un genitore fa uso di droga, lo faranno anche i loro figli quando cresceranno? Quando, nella loro vita, i genitori ne hanno fatto utilizzo e quando i figli?

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  • L’arte di cavarsela è un romanzo di formazione per adolescenti in cerca di un posto nel mondo. Un film adolescenziale come ormai non se ne fanno più, profondo anche se fino a un certo punto. Un film che racconta uno di quegli incontri destinati a segnare, ma anche a rimanere sospesi.

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  • È in atto un cambiamento significativo nel modo in cui i giovani si identificano con gli adulti. Mentre i ragazzi della generazione dei cosiddetti “millennials” si sono trovati a crescere in una fase storica di adolescenza estesa e con modelli di comportamento improntati al giovanilismo che hanno rallentato la loro maturazione, quelli della successiva “gen Z”, formata dai giovani nati nei primi anni del nuovo millennio, stanno crescendo e raggiungendo l’adultità molto prima dei loro fratelli maggiori.

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  • Di fronte al preoccupante succedersi di eventi di notevole violenza fisica e psicologica all’interno delle mura domestiche, spesso a danno anche -e soprattutto- di minori, nell’Agosto 2013 è stata introdotta nel nostro ordinamento una nuova misura precautelare: l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.

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  • Le riflessioni sulle implicazioni educativo – pedagogiche della situazione attuale del sistema penale minorile sono inseparabili dalle osservazioni sullo stato di procedure e snodi organizzativi e operativi. Sono infatti seminate in modo trasversale a tutti i punti che ho toccato finora.

    Voglio però a questo punto sottolinearne esplicitamente due aspetti, a loro volta strettamente interconnessi: la condizione dei minori e la condizione degli adulti. I fattori di disequilibrio legati alla crisi economica saranno anche qui espediente per mettere a fuoco motivi permanenti di attenzione e urgenza.

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  • La Famiglia nelle testimonianze

    del portale 

    Non ci sto dentro

  • La famiglia Bélier è una famiglia di contadini, allevatori di bovini e produttori di formaggi nella Regione della Loira. Paula (interpretata dalla bravissima Louane Emera), 16 anni, è l’unica della sua famiglia, composta da padre (interpretato da François Damiens), madre (interpretata da Karin Viard) e fratello, a non essere sordomuta.

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  • “Lascia che il tuo io entri intimamente in comunicazione con tutte le tue parti.
    Liberati, per poter avere delle possibilità
    E per usare queste possibilità liberamente e creativamente.
    Per sapere che qualunque cosa sia stata nel passato, è stato il meglio che potevamo fare.
    Poiché essa rappresentava il meglio di ciò che sapevamo
    essa rappresentava il meglio della nostra coscienza.
    Man mano che la nostra conoscenza si amplia, e noi diventiamo sempre più consapevoli,
     entriamo anche più in sintonia con noi stessi.
    E entrando in sintonia con noi stessi possiamo entrare in sintonia con gli altri.”
    (Satir, Banmen, Gomori & Gerger, 1991)

    La disabilità, e in particolare il disturbo psichiatrico, presentano una complessità di problematiche che vanno affrontate con una serie di interventi ad ampio raggio, di tipo socio-sanitario integrato. Accanto al disturbo occorre considerare la qualità di vita del paziente e dei suoi familiari, l’opportunità di vivere integralmente l’ambiente, le relazioni sociali, il lavoro, gli interessi e lo sport.

    20160330 famiglia disabilità psichica - a

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