Valide esperienze formative realizzate attraverso percorsi scolastici di qualità e significative attività extra-scolastiche possono determinare il successo nella vita di un giovane che parte da condizioni di svantaggio. È questa una convinzione ancora diffusa e di senso comune, anche in un periodo in cui il cosiddetto “ascensore sociale” sembra fortemente compromesso da una realtà economico-sociale condizionata dal privilegio.

Nonostante questo, studio e impegno restano ancora oggi i fattori più potenti per farsi strada nella vita, come sottolinea un nuovo studio condotto da ricercatori della Boston College, che ha approfondito dal punto di vista scientifico quello che per la maggior parte dei genitori è uno degli obiettivi del loro responsabilità educativa.
L’accesso a opportunità educative durante tutte le fasi dell’infanzia e dell’adolescenza rappresentano le chiavi per favorire un maggiore livello di istruzione e migliori prospettive economiche nell’età adulta per i giovani provenienti da famiglie a basso reddito.
I risultati suggeriscono che il beneficio non dipende esclusivamente dalle esperienze vissute nella prima infanzia, come spesso si ritiene, ma dall’accumulo di occasioni formative lungo tutto il percorso di crescita.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Educational Researcher, sottolinea il valore di garantire continuità nelle opportunità educative durante gli anni dello sviluppo, offrendo un punto di vista alternativo rispetto alla convinzione, ampiamente diffusa, secondo cui gli interventi nella sola prima infanzia sarebbero sufficienti a determinare gli esiti futuri.
Secondo Eric Dearing, autore principale dello studio e professore presso il Lynch School of Education and Human Development della Boston College, la situazione più favorevole si verifica quando un bambino può beneficiare di opportunità educative nella prima infanzia, nell’infanzia centrale e durante l’adolescenza.
I dati mostrano che anche la presenza di una sola opportunità significativa in ciascuna di queste fasi aumenta di oltre tre volte la probabilità di conseguire una laurea quadriennale.
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato i dati del Study of Early Child Care and Youth Development del National Institute of Child Health and Human Development, uno studio longitudinale durato 26 anni dedicato alle opportunità educative. L’analisi si è concentrata su 226 bambini nati in famiglie con basso reddito, valutando il loro livello di istruzione e il reddito raggiunto all’età di 26 anni in relazione alle opportunità sperimentate durante le diverse fasi dello sviluppo. È stato così possibile analizzare sia il contributo specifico delle opportunità offerte in ciascun periodo della crescita sia l’effetto cumulativo derivante dalla loro presenza lungo l’intero percorso evolutivo.
Nella prima infanzia sono state considerate opportunità educative elementi quali la crescita in un ambiente familiare ricco di stimoli, la frequenza di servizi per l’infanzia o scuole dell’infanzia di elevata qualità e la residenza in quartieri caratterizzati da condizioni socioeconomiche favorevoli.

Durante gli anni della scuola primaria, dalla scuola dell’infanzia fino alla quinta elementare, sono stati valutati la qualità dell’insegnamento ricevuto, la partecipazione ad attività extrascolastiche organizzate e il mantenimento di un contesto familiare e di quartiere stimolante. Per il periodo dell’adolescenza, oltre alla continuità di questi fattori positivi, è stata presa in considerazione anche l’eventuale miglioramento della condizione economica della famiglia.
L’analisi statistica ha evidenziato che le opportunità educative offerte in ciascuna fase dello sviluppo sono risultate associate in modo positivo e significativo alla probabilità di proseguire gli studi oltre il diploma di scuola superiore.
In particolare, le opportunità vissute nella prima infanzia e durante l’adolescenza hanno aumentato la probabilità di accedere all’istruzione post-secondaria, comprendendo percorsi universitari o corsi biennali. Al tempo stesso, le opportunità offerte nella prima infanzia e nell’infanzia centrale hanno mostrato un’associazione significativa con la probabilità di conseguire una laurea quadriennale o un titolo di studio ancora più elevato.
I ricercatorihanno osservato che meno della metà dei bambini provenienti da famiglie a basso reddito che non avevano sperimentato alcuna di queste opportunità durante la crescita proseguiva gli studi oltre la scuola superiore. Al contrario, la percentuale superava il 60% tra coloro che avevano beneficiato anche di una sola opportunità in almeno una fase dello sviluppo.
I risultati sono apparsi ancora più rilevanti nei bambini che avevano avuto accesso ad almeno un'opportunità educativa significativa in ciascuna delle tre fasi considerate. In questo gruppo, oltre l’80% ha proseguito gli studi dopo il diploma, mentre circa un terzo è riuscito a conseguire una laurea quadriennale.
Secondo gli autori, questi risultati rappresentano tra le prime evidenze scientifiche che mettono in luce l’importanza delle opportunità educative durante ogni fase dello sviluppo per gli esiti raggiunti nell’età adulta.
Gli interventi limitati a una sola fase della crescita potrebbero essere meno efficaci rispetto a strategie capaci di garantire opportunità continue ai ragazzi provenienti da contesti svantaggiati durante tutto il loro percorso di sviluppo.






