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educazione

  • È da oggi in libreria il libro di Lamberto Bertolé "Il Miele e l'aceto. La sfida educativa dell'adolescenza" (Novecento Editore). Di seguito una breve intervista all'autore.

    Buongiorno Lamberto. Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

    Il desiderio di condividere la mia esperienza di educatore e insegnante. Ho sempre sentito, io per primo nel corso del mio lavoro, la necessità di verificare e di discutere con i miei colleghi quello che facevo con i ragazzi di cui mi stavo occupando. Da queste pagine spero arrivino spunti per occasioni di confronto e di discussione. Gli adulti hanno bisogno di non sentirsi soli nel rapporto con gli adolescenti di cui si occupano, hanno ricchezze da scambiare, fatiche da vincere.

    20150427 Miele e aceto

  • Per gentile concessione dell'autore e dell'editore, pubblichiamo l'inizio dell'introduzione de "Il rischio di educare. Storie di adolescenti e adulti in relazione"di Lamberto Bertolè (Laurana editore).

    Questo libro affronta, utilizzando lo strumento del racconto, la questione del rischio educativo e di cosa significhi educare quando si parla di adolescenti.

    20180314 copertina cropped

  • La consulenza pedagogica per affrontare e risolvere le situazioni familiari problematiche. Paolo Tartaglione analizza come si possano ottenere risultati evolutivi attraverso un migliore adattamento delle strategie educative genitoriali.

    "L'idea di intervento educativo che muove il nostro lavoro è forse più ampia di quanto comunemente inteso: più che l'adeguamento ad un sistema di norme e convenzioni, che pure è parte di questo concetto più ampio, l'intervento educativo ci rimanda alla relazione con le figure di accudimento e al peso che hanno nella definizione del nostro “copione” relazionale, nelle aspettative che nutriamo negli altri e in noi stessi, nella stima delle nostre capacità e del nostro valore, nelle continue scelte e nei continui aggiustamenti della crescita".

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  • La questione del rapporto tra adolescenza e apprendimento ha molto a che fare con la costruzione dell’identità dei ragazzi e risulta pertanto fortemente intrecciata al lavoro educativo. È una questione che ci sfida costantemente, su più livelli. Anzitutto, la scuola. Il rapporto dei nostri ragazzi con le istituzioni scolastiche si è spesso incrinato per un’assenza di interventi specifici, carenza di personale, assenza di metodologie in grado di leggere la loro specificità: il loro retroterra, la loro intelligenza in genere legata a modalità di funzionamento lontane da quella linguistico-verbale. Sono ragazzi in buona parte stranieri, provengono da Paesi con una tradizione educativa molto differente e, in alcuni casi, non sono stati alfabetizzati nemmeno nel loro Paese d’origine.

  • Per gentile concessione dell'autore, pubblichiamo l'introduzione del saggio Di mondo in mondo. La pedagogia nella «Divina Commedia», di Raffaele Mantegazza (Castevecchi editore).

    Contempliamo interessatamente, dunque,
    e entriamo nel vivo del nostro scandaloso esperimento

    Edoardo Sanguineti
    Il realismo di Dante

    Che cosa impara Dante durante il suo pellegrinaggio nei tre regni dell’oltretomba? Da chi lo impara? E come lo impara? Quali strumenti e dispositivi pedagogici sono in atto nei tre regni oltremondani?   Queste le domande all’origine del nostro libro.

    20140923 Mantegazza

  • Per gentile concessione dell'autore, pubblichiamo l'introduzione di "Educare e punire - L’esperienza educativa nella difficile impresa di 'liberare' e 'contenere' di Mario Schermi" (edizioni la meridiana, 2016)

    Introduzione
    Ritrovamenti e dimenticanze pedagogiche

    Quando si tratta di educazione, non c’è scienza capace di mettere al riparo i saperi via via costruiti. Il discorso pedagogico, ogni volta, si ricompone in “universi di valore”, in cui esperienze e pratiche provano a prendere un certo ordine, a partire dall’interpretazione che una certa comunità di uomini e donne dà all’attesa del crescere. Quest’attesa circa il crescere di ciascuno, di ciascuno con gli altri e delle comunità, rinvia le esistenze delle persone infinitamente ben oltre le spinte e le disposizioni biologiche dell’individuo e della specie. Al discorso pedagogico ritorna, quindi, il compito, sempre aperto, di determinare coerenze possibili, per informare e sostenere gli interventi opportuni nelle diverse storie di crescita.

    20160705 educare e punire

  • Negli scorsi anni sono stato incaricato da alcune Scuole Medie di un quartiere periferico di Milano, di effettuare la supervisione pedagogica agli Insegnanti, che lamentavano grandi difficoltà nel gestire la relazione con allievi e genitori. Da questa esperienza, affascinante e faticosa, sono nate alcune considerazioni sul funzionamento dei gruppi di lavoro nelle scuole e sulle funzioni pedagogiche degli insegnanti.

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  • Quando arrivo in cortile, come sempre, butto l’occhio sull’ingresso della palazzina. So già che troverò il bidone della spazzatura stracolmo e che le scale saranno sporche, poco curate e piene di foglie. Che nervi, è una battaglia persa! Questa volta, però, l’occhio mi cade sul tavolino verde, quello basso della sala, usato dai ragazzi come mobile porta televisore, abbandonato fuori dalla porta sul cortile.

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  • Le Esperienze negative

    nel portale 

    Non ci sto dentro

     

     

  • Immaginate due ragazzi, entrambi a rischio in riferimento alla possibilità di ingresso in una banda di ragazzi con tendenze devianti. Uno poi lo fa davvero, l'altro invece evita di farlo. Anche se il primo adolescente alla fine ne esce, molti anni dopo lui, o lei, non solo ha un "rischio" significativamente più alto di essere incarcerato e di ricevere una sanzione legale, ma ha anche meno probabilità di aver concluso le scuole superiori e più probabilità, rispetto al coetaneo che ha evitato di entrare nella gang, più facilmente sarà in peggiori condizioni di salute, con la necessità di assistenza sociale, e impegnato a lottare contra la tendenza ad abusare di droga.

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  • L’aggressività infantile è un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti; occuparsene è fondamentale anche perché è dimostrato che tali bambini rischiano di sviluppare  comportamenti futuri violenti, drop out scolastici, abuso di sostanze, problemi di salute mentale, nonché condotte criminose.

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  • “Il linguaggio non si può ridurre a una questione professionale, nel linguaggio c’è già il rapporto vivente. L’educazione accade quando c’è una relazione reale tra una singolarità di vita e un’altra singolarità di vita.  Non è possibile normare l’educazione.

    20180327 Sini(clicca sull'immagine per il video)

  • “… In queste pagine l’educatore si identifica profondamente con la condizione psicologica dell’adolescente, la mette in parole, la fa diventare una vicenda cui il lettore può partecipare. Non è un testo scritto con il gergo criptato che si usa spesso tra gli operatori dell’educazione. Un tentativo, a mio giudizio riuscito in modo strabiliante, di “mettere in bella” la brutta, il libro di bordo, la comunicazione per il giudice, la relazione per i servizi sociali.

    20180327 Charmet(clicca sull'immagine per il video)

  • L'intervista a Don Gino Rigoldi

    nel portale 

    Non ci sto dentro

  • L'intervista a Fabio Tucci

    nel portale 

    Non ci sto dentro

  • Educare i ragazzi attraverso la disciplina significa aiutarli a fare le scelte giuste consentendo loro di avere la libertà necessaria per poter imparare dai propri errori. La disciplina dovrebbe consistere nello stabilire regole precise e nel dare chiare conseguenze al loro rispetto o alla loro violazione.

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  • La Famiglia nelle testimonianze

    del portale 

    Non ci sto dentro

  • Aiutare i minori a prendere coscienza
    della gravità dei reati commessi
    come primo passo verso la consapevolezza

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  • Questo libro racconta storie di relazioni tra adulti e adolescenti È un elogio delle due parti della relazione: degli educatori, del loro “mestiere” nel senso più alto del termine, fatto di tecnica e conoscenza, di coraggio, dell’impegno quotidiano, e anche della loro scelta di raccontarsi.

    20180327 Introduzione(clicca sull'immagine per il video)

  • La maggior parte dei genitori ammette che parlare con un figlio adolescente a volte è difficile. In alcune circostanze quasi impossibile. Ed è ancora più difficile quando genitori e figli non parlano correntemente, con uguale padronanza, la stessa lingua.

    20160622 linguaggio comune

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