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In attesa che la situazione sanitaria migliori e si superi la fase del contagio, sono ancora vigenti importanti restrizioni di movimento e contatto in gran parte del mondo. Molti ricercatori sono al lavoro per studiare cosa provochino le limitazioni e quale sia il modo migliore per affrontarle.

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Lockdown e limitazioni di movimento sono stressanti perché creano incertezza, paura e isolamento sociale. Poiché il presente diventa pieno di ansie e noioso, e il futuro qualcosa di sfuggente (quando finirà?, si chiedono tutti), molte persone se la cavano guardando indietro nel tempo e ricordando le cose che erano abituate a fare. Gli psicologi indicano che questo spesso non riesce a farci sentire meglio. Un’indicazione che gli adulti devono tenere presente, per sé e per il loro rapporto educativo con i giovani.

Non sorprende che molti guardino al passato: i ricercatori in psicologia positiva hanno sviluppato una serie di interventi per migliorare il benessere che possono essere incorporati nella terapia o nelle routine quotidiane di auto-cura di una persona. Tre di questi approcci sono la nostalgia, la gratitudine e il "miglior sé possibile".

Ciascuno di questi rappresenta un particolare orientamento temporale.

La nostalgia implica il desiderio sentimentale del passato, attraverso il rievocare determinati eventi. Al contrario, la gratitudine si concentra sul presente, dirigendo il pensiero sulle cose buone che sono accadute oggi. L'intervento del "miglior sé possibile" implica invece pensare ai migliori risultati possibili in futuro. Ma quale funziona meglio?


L'esperimento

In uno studio sul The Journal of Positive Psychology un gruppo di ricercatori, per scoprirlo, ha reclutato alcune centinaia di donne durante il primo blocco nel Regno Unito (marzo-maggio 2020) (gli uomini sono stati esclusi in quanto troppo pochi si sono offerti per essere inclusi), al fine di esplorare l'impatto dei tre diversi orientamenti temporali sul benessere. Le partecipanti, di età compresa tra 18 e 63 anni, hanno sostenuto una sessione in cui hanno espresso la loro nostalgia, gratitudine o il miglior sé possibile. Hanno quindi valutato i loro sentimenti positivi e negativi, le connessioni sociali con gli altri, l'autostima e il loro senso della vita - e sono state confrontate con un gruppo di controllo.

I risultati hanno mostrato che sia coloro a cui è stato chiesto di pensare al proprio sé migliore possibile in futuro sia coloro che hanno considerato ciò per cui erano grate nel presente hanno riferito di sentirsi più socialmente connessi agli altri rispetto a coloro che si sono concentrati sul passato e hanno evocato una memoria nostalgica.

Le partecipanti che si sono concentrate sul futuro hanno anche segnalato un aumento dei sentimenti positivi rispetto a coloro che hanno pensato al passato.

I sentimenti di nostalgia possono funzionare per alcuni. Ma lo studio indica che le persone possono provare un senso di perdita quando confrontano un passato meraviglioso con un presente altamente incerto. Questo ha quindi un impatto negativo sul loro benessere.

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Al contrario, trovare gli aspetti positivi nel presente attraverso la gratitudine per le cose che si è ancora in grado di fare o indurre un senso di ottimismo per il futuro può essere una risposta migliore per affrontare il problema.

I risultati riflettono alcuni modi di dire molto comuni in cui si riconosce il valore della gratitudine: per le piccole cose, perché le cose sarebbero potute andare peggio, per quello che si ha e così via. Il "ringraziare" è fondamentale per molte religioni. Tutti modi di dire riflettono l'enfasi sulla gratitudine e la necessità di concentrarsi sui benefici che si possono trovare nel qui e ora.

Allo stesso modo, frasi come "anche questo passerà" e "c'è una luce alla fine del tunnel" sottolineano l'importanza del pensiero futuro mentre espressioni come "bloccato nel passato" o "Vai avanti!" riflettono l'impatto negativo che può avere la ruminazione.

Il primo lockdown è stato difficile da gestire e ha creato incertezza e una perdita di interazione sociale. Ma era una novità e sembrava che tutti fossero insieme in una situazione di condivisione. Sembrava una situazione limitata nel tempo poiché la maggior parte delle persone erano ottimiste sul fatto che questa pandemia mondiale sarebbe finita presto.

La gratitudine richiede di trovare beneficio nel qui e ora, ma in inverno le giornate sono umide e buie. Molte persone poi hanno perso i loro cari e il loro sostentamento, questo rende molto difficile avere un atteggiamento di gratitudine.

Allo stesso modo, concentrarsi sul futuro sembra anche più problematico quando la fine non è davvero ancora in vista. Le rigide restrizione che regolano ancora la vita sociale presentano un mondo sempre poco “attraente”.

Tuttavia la straordinaria notizia di un vaccino tiene alte le speranze. Quindi, se ci si ritrova ancora in una situazione di parziale isolamento, occorre tenere presente che sarà questione di mesi prima che la situazione migliori radicalmente. Tutto quello che occorre fare è pensare a cosa fare dopo, a come si vorrà esprimere la parte migliore di sé. Un sentimento che è bene trasferire e sostenere nei giovani.

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