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I rischi per la salute nell'adolescenza stanno facendo riscontrare un cambiamento importante. Tre decenni fa, le maggiori minacce per la salute degli adolescenti erano il binge drinking, la guida in stato di ebbrezza, la gravidanza adolescenziale, le sigarette e le droghe illecite. Oggi sono ansia, depressione, suicidio, autolesionismo e altri gravi disturbi della salute mentale.

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Gestire una crisi di salute mentale può essere difficile per gli adolescenti e per i loro genitori. È spesso un territorio inesplorato che va affrontato con la massima sensibilità.

Il consiglio degli esperti, psicologi e terapeuti, è forte: essere chiari e diretti e non rifuggire dalle domande difficili, affrontando anche questi problemi con compassione e senza biasimare.

Per quanto possa sembrare difficile parlare di questi problemi, i giovani spesso desiderano disperatamente essere ascoltati. Allo stesso tempo, parlare con un genitore può essere una cosa difficile.

Viene sottolineata l’importanza che gli adulti siano gentili, curiosi e persistenti nel tempo nella loro attenzione, ma senza fare pressioni. La vergogna e lo stigma sono una parte enorme della relazione e della comunicazione, mostrarsi indignati e giudicanti porta a una chiusura da parte del giovane.

Molti adolescenti, affermano oggi numerosi esperti, stanno praticamente implorando - senza dirlo direttamente - di rimanere interessati e amorevoli e di mantenere un dialogo aperto con loro.

Per gli adolescenti che hanno difficoltà ad aprirsi, il consiglio in questo caso è quello di provare a lavorare insieme, di fare un'attività condivisa senza aprire la questione della loro salute mentale, mettendoli a loro agio, in modo tale che alla fine possano essere più disposti a condividere le loro difficoltà.

È in genere molto difficile per un adolescente parlare con il proprio genitore o con un educatore di queste cose, per questo occorre essere ascoltatori pazienti e attivi, rimandando al giovane quello che dice, pensa e sente.

Molti oggi scelgono la scorciatoia dei farmaci, per alleviare sofferenze e difficoltà ai giovani.

I farmaci psichiatrici possono essere potenti ed efficaci, ma possono avere effetti collaterali, interazioni rischiose e creare problemi di astinenza. Quindi i genitori dovrebbero affrontare la questione dei farmaci con la stessa domanda chiara e ponderata che farebbero quando cercano un terapeuta, un pediatra o un altro esperto per avere aiuto con problemi di salute mentale in generale.

Il consiglio degli esperti è quello di scegliere psichiatri che cerchino di utilizzare le dosi più basse possibili del farmaco giusto per i problemi di un ragazzo.

I genitori dovrebbero far sì che i terapeuti spieghino gli effetti collaterali e le interazioni con altri farmaci, nonché come capire se il farmaco sta funzionando e quanto sia difficile smettere poi di usarlo.

Spesso, assicurano molti esperti, la migliore prima linea di trattamento per i problemi di salute mentale è la terapia cognitivo comportamentale o altre tecniche non mediche. Queste strategie forniscono a un adolescente gli strumenti per far fronte all'ansia, allo stress e ad altri problemi. La ricerca mostra che quando i farmaci sono necessari, possono essere più efficaci se usati insieme a tali terapie.

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I giovani con problemi di salute mentale, per controllare le emozioni praticano a volte autolesionismo. In questo caso. La ricerca mostra che l'impulso può essere respinto rimuovendo dalla casa oggetti o strumenti utilizzato per farsi del male e utilizzando semplici strategie.

Ad esempio, impegnarsi in un esercizio intenso per venti minuti; fare la respirazione meditativa e il rilassamento muscolare; chiamare un amico; fare una passeggiata; tenere un diario; usare ghiaccio o acqua fredda sul corpo per cambiare la temperatura corporea.

Gli esperti spiegano poi che esistono abitudini essenziali per promuovere la salute mentale e fisica. Il sonno è una di queste, di particolare importanza. I giovani, con cervelli ancora in via di sviluppo, hanno bisogno di 8-10 ore di sonno. La mancanza di sonno può interferire con lo sviluppo e può avere un impatto molto negativo sull'umore e sulla capacità di apprendimento. Anche l'attività fisica è fondamentale per il benessere psicofisico.

Un adulto può avere difficoltà a riconoscere i segni che indicano che un adolescente è alle prese con ansia o depressione.

L'ansia e la depressione, spiegano i terapeuti, sono diverse ma possono condividere alcuni indicatori. In primo luogo, bisogna cercare alcuni cambiamenti chiave nel comportamento di un giovane, come il disinteresse per il mangiare o per il partecipare ad attività sociali precedentemente amate, il sonno irregolare o il ritrarsi da altre attività.

Questi comportamenti a volte possono essere parti della “normale” angoscia adolescenziale. Tuttavia, un adolescente in difficoltà può esprimere eccessiva preoccupazione, disperazione o profonda tristezza, in particolare per lunghi periodi di tempo.

La differenza può essere compresa valutando la persistenza, l'interferenza con il benessere, la pura sofferenza del giovane che non sembra diminuire.

Se la situazione si presenta troppo sfocata per individuare la differenza, è ovviamente importante rivolgersi a un terapeuta per capire se esiste un problema clinico.

Nel caso di comportamenti autolesionistici, è importante capire che l'autolesionismo non è la stessa cosa di un'ideazione suicidaria, la quale è un oltrepassamento molto più grande dell'istinto biologico di sopravvivenza. Detto questo, spiegano i terapeuti, l'autolesionismo che dura a lungo e che diventa più grave può essere un predittore di comportamenti suicidari.

Genitori, insegnanti, educatori dovrebbe collaborare in modo continuativo e “istituzionale” per condividere le osservazioni dei ragazzi che manifestano sofferenza mentale. I differenti punti di osservazione si dovrebbero integrare tra loro.

I genitori, da soli, spesso possono avere un'immagine distorta di come si comporta un giovane, il quale,  ad esempio, può apparire lunatico e litigioso a casa o lamentarsi di quanto sia difficile la scuola, mentre in realtà si comporta diversamente in classe, con gli amici, e così via, mostrando capacità di adattamento che in casa non sembra possedere.