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L’amore ha sesso? Quel sentimento complesso che implica impegno, cura, attenzione, rispetto, compromesso, perdono, ascolto, autonomia, educazione e condivisione, ha sesso? E, soprattutto, in mancanza o in presenza di tutte le caratteristiche sopraccitate, è davvero di un colore (rosa, azzurro, viola, verde, arcobaleno) che ha bisogno?

20140717 famiglie omosessuali

Un bambino ha bisogno di molte attenzioni. Ascolto, cura, educazione, comprensione, incentivi a esperire il mondo, certezze di non essere solo, favole della buona notte e un clima emotivo sereno. Tutto questo ha sesso?


In molti ancora ritengono di si, sostenendo che le coppie dello stesso sesso non siano in grado di crescere un figlio, che sia adottato o fatto nascere ad hoc. Inoltre, l'impossibilità delle coppie omosessuali di generare il loro proprio figlio, le renderebbe coppie meno coppie delle altre, manchevoli e incomplete. Ma in molti, ricercatori e specialisti, con tanto di ricerche scientifiche alla mano, si sono impegnati a dimostrare il contrario.

La stessa omosessualità, d'altronde, ritenuta per lunghissimo tempo una aberrazione o malattia mentale è stata rimossa nel 1973 dal DSM, il manuale ufficiale dove vengono riportate tutte le patologie e i disturbi mentali. Tolta l'etichetta di malati, ora le coppie omosessuali sognano la famiglia. Ma avere un figlio è un’altra cosa. O no?

Un bambino ha bisogno di molte attenzioni. Ascolto, cura, educazione, comprensione, incentivi a esperire il mondo, certezze di non essere solo, favole della buona notte e un clima emotivo sereno. Tutto questo ha sesso? Alcune delle critiche vengono mosse da alcuni psicoanalisti, non da tutti, rispetto al fatto che non potendo vivere un sano Edipo, il bambino potrebbe manifestare  problemi. Il Complesso di Edipo, nato dalla tragedia scritta da Sofocle, viene utilizzato da Freud, per la prima volta, nel 1897 e collega i ruoli di padre, madre e figlio maschio (in caso di bambina avremo il Complesso di Elettra simile ma con diverse sue peculiarità). Semplificando, per quanto possibile, la teoria dice che arriva il momento per il bambino, che fino ad allora si crede un piccolo dio, di rinunciare all'amore totale che vive per la madre e andare oltre.

Quindi, prima entra in rivalità con il padre, poi, capendo di non poter vincere, si identifica con lui e si arrende, rendendo così possibile l'amore per un’altra donna e assumendosi la responsabilità della sua identità sessuale. In questa cornice, avere due mamma o due papà, confonderebbe il bambino con le complicazioni del caso. Ma è proprio la cornice ad essere ambiata. Perché il tempo è un alleato dell'adattamento e ci aiuta a staccarci dalle teorie che perdono di efficacia, guardandole con altri occhi. Quelli di una comunità che inizia a considerare le coppie dello stesso sesso come potenziali genitori, adeguati e capaci.

Le “famiglie arcobaleno” non sono immuni da problemi e gioie, litigano e sono felici in modo simile a quelle “tradizionali”. Questa la sola verità, che esistono famiglie felici e famiglie in difficoltà. Genitori adatti e genitori che non riescono ad esserlo o a sentirsi adeguati.


Le famiglie omosessuali vivono nel mondo e non separate da esso. Questo significa che i loro bambini sono nella società, sperimentano con i compagni, hanno intorno uomini e donne, zii e zie, nonni e nonne, una cultura diversa da quanto poteva esserci decenni fa. Il contesto sociale in cui crescono queste famiglie non è poca cosa. Sebbene sia importante la rete di “sangue” che si forma intorno e dentro il nuovo nato, la narrazione familiare cambia, nutrendo la storia di ogni bambino di significati dove il protagonista è il desiderio, il legame, il dono. Un dono che per altro, non tutte le coppie possono permettersi, visti i costi e le politiche sociali che, come in Italia, non si muovono su leggi a sostegno di questi possibili genitori, che devono spostarsi verso situazioni più clementi ma non più economiche. Elemento di discriminazione non da poco per molte coppie che abbiano il sogno della genitorialità.

Lentamente ci stiamo adattando al cambiamento in atto, calandoci in una realtà che cambia ma solo nei sessi, perché in fondo i genitori omo o eterosessuali non sono poi così diversi. Ce lo dice anche una ricerca della Cambridge University portata avanti su 130 famiglie da cui si è scoperto che i bambini cresciuti nelle tre diverse tipologie di famiglia (mamma-papà/mamma-mamma/papà-papà) sono comunque e sempre bambini e i genitori sempre genitori, con i problemi e le emozioni del caso. Le “famiglie arcobaleno” non sono immuni da problemi e gioie, litigano e sono felici in modo simile a quelle “tradizionali”. Questa la sola verità, che esistono famiglie felici e famiglie in difficoltà. Genitori adatti e genitori che non riescono ad esserlo o a sentirsi adeguati. Alcuni riescono a crescere i propri bambini senza problemi, aiutandoli a diventare grandi e autonomi, altri non hanno la forza di farli crescere come pure vorrebbero e fanno fatica a renderli liberi nel mondo. Ma questo non ha a che fare con chi ama un genitore, ma con la sua storia. E le difficoltà della vita sono di certo le sole che davvero non hanno sesso e vanno incontro a tutti. 

L'autore.
Psicologa, Psicoterapeuta di formazione sistemico relazionale.