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crescita

  • Presente solo a tratti nell’immaginario della canzone italiana, l’infanzia fa capolino nei testi dei cantautori soprattutto sotto il duplice segno della nostalgia per un tempo perfetto perduto per sempre e della denuncia di  un territorio violato dalla violenza adulta.

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  • C’è infine l’incontro con la figura paterna come recriminazione, irato e non pacificato sguardo alla Franz Kafka di Lettera al padresu un rapporto che non ha saputo essere profondamente educativo ma ha lasciato solo un senso di conflitto non risolto, 

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  • Una delle esperienze più importanti e significative che coinvolgono il periodo dell'adolescenza è quella del cambiamento corporeo. In questo periodo infatti, si assiste ad una profonda modifica delle caratteristiche fisiche tra cui, in particolare, degli organi sessuali. Grazie anche a tutti questi mutamenti corporei e alla spinta ormonale ad essi correlata, il giovane inizia ad affacciarsi alla sfera della sessualità e prendono vita le prime esperienze sessuali che portano con sé domande, dubbi e curiosità.

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  • Indagare con uno sguardo pedagogico i percorsi di crescita e di iniziazione maschile [1] al mondo adulto nella letteratura del Novecento sembrerebbe portare fatalmente e scontatamente a un percorso che attraverso Salinger e Conrad rilegga il grande romanzo di formazione e ne confermi le straordinarie categorie estetiche ed educative. Ci sia consentito invece scegliere una strada laterale, indagando pedagogicamente un paio di altri contributi letterari a un discorso sulla crescita e sull’iniziazione all’età , contributi che ci porteranno ad esiti più inquieti e per certi versi meno scontati.

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  • La questione del rapporto tra adolescenza e apprendimento ha molto a che fare con la costruzione dell’identità dei ragazzi e risulta pertanto fortemente intrecciata al lavoro educativo. È una questione che ci sfida costantemente, su più livelli. Anzitutto, la scuola. Il rapporto dei nostri ragazzi con le istituzioni scolastiche si è spesso incrinato per un’assenza di interventi specifici, carenza di personale, assenza di metodologie in grado di leggere la loro specificità: il loro retroterra, la loro intelligenza in genere legata a modalità di funzionamento lontane da quella linguistico-verbale. Sono ragazzi in buona parte stranieri, provengono da Paesi con una tradizione educativa molto differente e, in alcuni casi, non sono stati alfabetizzati nemmeno nel loro Paese d’origine.

  • Ascoltare & Parlare

    nel portale 

    Non ci sto dentro 

  • Respirate e contate, se comincerete a dubitare pesantemente della sensatezza di ciò che vado a raccontare. La mia è una personalissima digressione su una marginale sfumatura del rischio cosiddetto educativo che meriterebbe forse pensieri più consistenti. Ma per quello ci sono altri, oggi, in questa sala. Io sono qui ad altro titolo e intendo abusarne. Perché il lavoro dell'educatore di comunità senza il gusto delle piccole cose diventa routine e assistenza.

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  • Scusatemi per prima. Avrete pensato che io mi sia preso gioco di voi, in qualche misura. Un po' è vero, un po' no. In realtà mi sono preso la briga di mancare intenzionalmente di rispetto a quel processo di enfatizzazione del rischio educativo che è da tempo in atto e che temo possa cristallizzare i nostri modelli d'intervento e uniformare, con le procedure, anche le proposte educative, anestetizzando le peculiarità. Per lo più per, tra l'altro talvolta comprensibili, motivi di bilancio ed esigenze di standardizzazione. C’è un clima di gravità diffusa che zavorra l’iniziativa, laddove invece servirebbe promuoverla, anche a rischio di sbagliare dandosi l’opportunità di fare tesoro degli errori.

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  • Cinque figure dell'immaginario fumettistico come altrettanti simboli di adolescenze "sul limite" tra perdita di sé e riscoperta dell'appartenenza a un gruppo.

    Dylan Dog: la paura

    In una società nella quale la paura è un sentimento da nascondere, una sorta di vergogna soprattutto per i maschi, gli e le adolescenti provano, oltre alle paure tipiche della loro età, anche una sorta di paura al quadrato, la paura d'aver paura, e di mostrarlo; Dylan Dog, il simpatico "indagatore dell'incubo" creato dalla fantasia di Tiziano Sclavi, è un personaggio che entra, da pauroso, nelle paure degli altri (e soprattutto nelle sue) e rivaluta la dignità questo sentimento, quasi legittimandolo. 

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  • La parola crescita

    nel portale 

    Non ci sto dentro 

  • L’amore ha sesso? Quel sentimento complesso che implica impegno, cura, attenzione, rispetto, compromesso, perdono, ascolto, autonomia, educazione e condivisione, ha sesso? E, soprattutto, in mancanza o in presenza di tutte le caratteristiche sopraccitate, è davvero di un colore (rosa, azzurro, viola, verde, arcobaleno) che ha bisogno?

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  • I genitori osservano di continuo i loro figli e sanno se qualcosa non va bene. Tuttavia molte famiglie ritengono che nel caso dell’ansia e dei disturbi ansiogeni, occorra molto tempo e servano numerose visite e perizie condotte da specialisti, prima di poter arrivare a una diagnosi precisa e poter affermare che il problema del proprio ragazzo sia davvero quello.

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  • Negli scorsi anni sono stato incaricato da alcune Scuole Medie di un quartiere periferico di Milano, di effettuare la supervisione pedagogica agli Insegnanti, che lamentavano grandi difficoltà nel gestire la relazione con allievi e genitori. Da questa esperienza, affascinante e faticosa, sono nate alcune considerazioni sul funzionamento dei gruppi di lavoro nelle scuole e sulle funzioni pedagogiche degli insegnanti.

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  • Quando arrivo in cortile, come sempre, butto l’occhio sull’ingresso della palazzina. So già che troverò il bidone della spazzatura stracolmo e che le scale saranno sporche, poco curate e piene di foglie. Che nervi, è una battaglia persa! Questa volta, però, l’occhio mi cade sul tavolino verde, quello basso della sala, usato dai ragazzi come mobile porta televisore, abbandonato fuori dalla porta sul cortile.

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  • Mamma Mammona,
    fin troppo buona,
    lei ti piantona
    e non ragiona.

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  • Un ottimo film di animazione, forse il migliore fra quelli realizzati finora dal binomio Disney-Pixar, che esplora il mondo della mente umana e delle emozioni. Il film inizia con la nascita della bambina Riley, “uno splendido fagottino” come dicono i suoi genitori. Nel “quartiere generale” della mente di Riley compare subito un'emozione: Gioia e sembra che ci saranno solo loro due, "...ma questo durò solo per 33 secondi" dice Gioia, perché nella mente di Riley è già nata un'altra emozione: Tristezza. 

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  • L’arte di cavarsela è un romanzo di formazione per adolescenti in cerca di un posto nel mondo. Un film adolescenziale come ormai non se ne fanno più, profondo anche se fino a un certo punto. Un film che racconta uno di quegli incontri destinati a segnare, ma anche a rimanere sospesi.

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  • L'adolescenza è generalmente considerata, e anche accetta, come un periodo di grande e accresciuta intensità emotiva. Gli anni dell'adolescenza sono un momento importante per i giovani per imparare a conoscere e a regolare le loro emozioni - questo è stato studiato molte volte ed è risaputo da tempo. Tuttavia, non molte ricerche hanno finora preso in considerazione le modalità di sviluppo della stabilità emotiva dei ragazzi.

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  • La relazione tra i padri e le figlie adolescenti spesso presenta improvvisi cambiamenti e difficoltà, in merito ai quali la professoressa Peggy Drexler, psicologa ed esperta delle differenze di genere, espone il suo punto di vista rispondendo a dieci domande che toccano le principali preoccupazioni e criticità.

    1. Cosa e in che modo imparano le figlie dai loro padri? Ci sono cose che i padri possono insegnare meglio delle madri?

    Sempre più i padri si relazionano con le loro figlie allo stesso in cui in passato i padri si sono relazionati con i loro figli maschi: insegnando loro a pescare, portandole in campeggio, facendole familiarizzare con cose come parti di automobili e utensili elettrici, e incoraggiandole a intraprendere una carriera nei settori professionali dominati dagli uomini. 

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  • La famiglia Bélier è una famiglia di contadini, allevatori di bovini e produttori di formaggi nella Regione della Loira. Paula (interpretata dalla bravissima Louane Emera), 16 anni, è l’unica della sua famiglia, composta da padre (interpretato da François Damiens), madre (interpretata da Karin Viard) e fratello, a non essere sordomuta.

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