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"Non riusciamo proprio a capirlo. In prima media nostra figlia era ancora la stessa ragazzina concentrata, positiva, cooperativa e obbediente che fin da piccola era sempre stata, ma in seconda media è cambiato tutto, e non per il meglio. Forse a causa dei nuovi amici che si era fatta l'estate prima. Da quest'anno è una persona con cui è molto più difficile vivere! Che cosa le è successo? Qual è il suo problema, cosa la agita tanto?".

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Questa è una delle domande più frequenti che uno psicologo che si occupi di famiglie e adolescenti si sente rivolgere, la quale nasconde l’ansia di un genitore preso alla sprovvista da quel momento cruciale di svolta nella crescita del proprio figlio. Lo sostiene in un recente articolo il professor Pickardt, autore di numerosi saggi su adolescenza e genitorialità.

Un ingresso drammatico in questa fase della vita dei propri ragazzi può davvero “mettere al tappeto” i genitori quando quattro criticità comuni al primo periodo dell’adolescenza scoppiano e si intrecciano contemporaneamente, non appena il giovane inizia improvvisamente a staccarsi dall'infanzia.

Disorganizzazione: più distrazione, impulsività, dimenticanze, frequenza nel perdere le cose, disordine, e altri segnali di confusione personale. Quel grado di auto-gestione, quella relativa autonomia  che risultava adeguata per il mondo più semplice dell'infanzia, ora non è più sufficiente per affrontare il più complesso mondo dell'adolescenza.

Atteggiamento negativo: l'insoddisfazione, la noia, la perdita di motivazione, le lamentele, le critiche, le frequenti espressioni di risentimento per le richieste dei genitori e per i limiti posti, che vengono ritenuti ingiusti. Attività, interessi e situazioni che andavano benissimo al bambino vengono rigettate dall’adolescente.

Resistenza attiva e passiva: maggiore messa in discussione e alterchi con l'autorità, disobbedienza alle regole; le richieste fatte dai genitori vengono trascurate e il ragazzo ritarda sempre di più nel conformarsi alle stesse. I vincoli posti dai genitori, che erano accettati dal bambino, vengono ora sfidati dall'adolescente.

Mettere alla prova i limiti: forzare le regole e i limiti tradizionali per vedere se sono ancora validi, maggiore attrazione per i comportamenti vietati, per il piacere avventuroso di provarli. Quando la tentazione e il desiderio di agire e fare cose da persone grandi inizia a manifestarsi, la curiosità viola i limiti stabiliti e incoraggia la sperimentazione di comportamenti più rischiosi.

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Quando questi cambiamenti accadono tutti in una volta, “dalla notte al giorno", è molto difficile per i genitori farvi i conti, soprattutto se fino a quel momento erano abituati a vivere con un figlio molto docile e delizioso. Si tratta di un adattamento particolarmente difficile se gli adulti non hanno previsto e non si aspettano i più comuni cambiamenti legati all’adolescenza. 

Criticare l'adolescente non è una reazione efficace. Considerazioni come: "Eri un tale fantastico ragazzo; cosa ti è successo?" non funzionano.

Il cambiamento in se stesso non è "colpa" dell'adolescente; ma come il cambiamento viene gestito è la responsabilità del giovane. Così, quando accade di discutere in modo accalorato, i genitori potrebbero invece dire: "Ci possiamo aspettare disaccordo, ma non ti è permesso di deriderci o di utilizzare insulti".

Sarebbe meglio che i genitori si informassero sull’adolescenza ben prima del suo inizio. In questo modo non sarebbero del tutto presi alla sprovvista dalle bufere in arrivo, man mano che si presenteranno. 

Allo stesso modo, sarebbe meglio capire per i genitori capire come, agli occhi del loro figlio adolescente nuovo di zecca, anche loro risultano diversi e trasformati.


i fattori e gli ambiti di cambiamento delle relazioni
tra genitori e figli risultano speculari


Reagendo al distacco dell'adolescente dall'infanzia, anche i genitori iniziano a distaccarsi. Cominciano a lasciar andare, consentendo ai figli una maggiore libertà di autodeterminazione e autogestione, commisurate con una provata maggiore responsabilità. Tuttavia, ciò che scoprono è che il lasciar andare, seguendo l’orientamento di una “genitorialità distaccata”, un adolescente che agisce con indipendenza, è molto più difficile da sostenere di una “genitorialità di attaccamento” che mantiene la presa su un bambino accondiscendente.

Così ora, spesso senza saperlo, il genitore inizia a subire lui stesso una trasformazione, cambiando il proprio atteggiamento attraverso modificazioni simili a quelle che stanno trasformando i suoi figli adolescenti. I fattori e gli ambiti di cambiamento delle relazioni tra genitori e figli risultano speculari.

Disorganizzazione: i genitori scoprono il loro sistema di governo adottato durante l’infanzia dei figli, sta diventando sempre più inefficace. Come possono ottenere una nuova possibilità di presa sul figlio adolescente il quale ha perso precedenti punti di riferimento, capacità di ordine, memoria, motivazione, soddisfazione e anche la propria direzione? I genitori possono diventare più confusi nella loro convivenza.

Atteggiamento negativo: i genitori trovano più cose cui opporsi nei loro adolescenti in trasformazione. Come possono tollerare un maggiore malcontento e accettare quel ragazzo meno socievole che ora è palesemente insofferente di essere loro compagnia, incline a starsene da solo o interamente assorbito dai problemi di socialità che sorgono con i suoi coetanei? Gli stessi genitori possono diventare persone con cui diventa più difficile convivere.

Resistenza attiva e passiva: i genitori si oppongono alla crescente mancanza di rispetto del loro figlio, impegnandosi in maggiori discussioni e tentativi di correzione. Come possono mediare tanti punti di disaccordo con un adolescente che ora è più incline alla rissa verbale e tarda a rispondere alle loro richieste? Anche i genitori possono diventare persone più irritabili nella convivenza.

Mettere alla prova i limiti: i genitori si danno da fare per trovare nuove strategie di influenza e comprensione, per tenersi al passo con le sperimentazioni e le esplorazioni degli adolescenti nelle loro esperienze del mondo. Come possono proteggere dal farsi male adolescenti desiderosi di avventura, mentre questi rischiano cercando di incrementare la propria libertà? I genitori possono diventare persone più preoccupate agli occhi dei figli.

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Così come il bambino si trasforma in un adolescente, in una certa misura anche l'esperienza della genitorialità cambia. Con il bambino affezionato e attaccato si sentivano relativamente al sicuro, per lo più avevano la situazione sotto controllo, in generale approvavano le sue richieste, erano pazienti, fiduciosi, e adeguatamente informati. Con l'adolescente distaccato, però, diventano sempre più insicuri, preoccupati, critici, disapprovanti, impazienti, esigenti, diffidenti, a volte sospettosi, e più ignoranti di ciò che sta realmente succedendo e di cosa sia il caso di fare.

Anni fa, sottolinea il professor Pickardt, ho chiesto a un giovane che frequentava la scuola media come faceva a sapere che la sua adolescenza fosse cominciata. "I miei genitori sono cambiati", ha subito risposto. "Di solito erano persone cui era divertente stare, ma ora sono peggio di un dolore”. “Un dolore?” ho chiesto. "Sono sempre agitati e mi stanno addosso tutto il tempo” ha spiegato.

Ha detto la verità. Proprio come per un adolescente distaccato e insofferente è molto più difficile e meno soddisfacente andare d'accordo con i genitori, così pure per un genitore distaccato e infastidito è più difficile e meno soddisfacente andare d'accordo con il figlio adolescente. L'adolescenza porta a un reciproco disincanto, personalmente credo che sia destinata ad esserlo: che sia questa la sua funzione, in entrambe le direzioni. 


il conseguimento di una maggiore indipendenza
di solito si rivela un'arma a doppio taglio per entrambi


Dopo tutto, questo maggiore fatica nelle relazioni, questa incompatibilità da progressivo e reciproco distacco, ha anche uno scopo positivo. Diventa un incentivo per ciascuno, genitore e figlio, a lasciare che l’altro si allontani sempre più in vista del momento in cui ci sarà una separazione sociale completa. Tuttavia, il conseguimento di una maggiore indipendenza di solito si rivela un'arma a doppio taglio per entrambi.

Il genitore di solito arriva a questa considerazione: "Mi mancherà che non vivano più in famiglia, ma mi sentirò libero dalla loro cura quotidiana." L'adolescente a quest’altra: "Mi mancherà di essere mantenuto e curato, ma mi piacerà la libertà che avrò quando sarò da solo". Ma libertà non è mai del tutto gratuita.

L'adolescenza non è solo il passaggio dalla dipendenza all'autosufficienza. Riguarda anche il modo in cui il genitore si regola di conseguenza. La cosa più importante, secondo me, dell’adolescenza è il fatto che questa fase rappresenta il periodo in cui il rapporto tra i due cambia per sempre. Lo sgraziato, lacerante, potente processo di reciproco distacco è ciò che permette ai ruoli di adolescente e genitore di co-evolvere mentre una crescente indipendenza si costruisce tra loro fino a che, alla fine, entrambe le parti sono pronte e decise a separarsi socialmente, lasciando l’altro andare verso il suo futuro.

Ora genitori e figli saranno uniti solo dai sentimenti di amore e di familiarità che perdureranno tra loro.

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Le pubblicazioni su Ubiminor riprenderanno il 2 settembre.
A tutti i lettori, auguriamo buone vacanze!

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