Info: info@ubiminor.org  |  Segnalazioni: notizie@ubiminor.org  |  Proposte: redazione@ubiminor.org

 facebook iconinstagram iconyoutube icon

L’adolescenza è forse il periodo della vita in cui si percepiscono in modo più acuto la noia e la fatica di dedicarsi ad attività necessarie ma non desiderate, le quali vengono affrontate con una totale mancanza di interesse.

20231107 bot 1

La noia non è un'emozione banale, si riferisce al fastidioso disagio derivante da un vuoto di significato, di interesse, di scopo o di divertimento nel dedicarsi a qualcosa.

È a suo modo una sofferenza e non deve essere presa sottogamba dagli adulti, genitori o insegnanti, ma invece affrontata sul serio.

Nell'adolescenza, le lamentele dei ragazzi sulla noia che provano a volte possono sembrare contraddittorie.

Possono nascere dall'avere troppo poco da fare, nei momenti in cui ogni possibile esperienza sembra priva di interesse e i ragazzi affondano mestamente nel loro tempo libero .

Al contrario, possono derivare dall'avere troppo da fare, come quando le esigenze della vita scolastica, con le sue scadenze ripetute di compiti e studio, sembrano solo opprimenti.

La noia, infatti, sembra avere prevalentemente queste due modalità di manifestazione. Quella legata a un senso di vuoto, quando un ragazzo non riesce a trovare un'attività di cui godere come un piacere o un passatempo allettante e, in questo caso, anche le vacanze possono risultare noiose. C'è poi la noia causata dal dover fare qualcosa che si sente come poco gratificante, un lavoro per la famiglia, più spesso i compiti scolastici.

Anche se può sembrare una sofferenza meno importante di altre, la noia può diventare una parte dolorosa dell’adolescenza, perché può far sentire persi, senza alcunché di positivo da fare. Può fare sentire soli, senza nessun contatto significativo su cui poter fare conto per dedicarsi a qualcosa di coinvolgente.

Mancanza di motivazione, irrequietezza, insoddisfazione. Il non aver nulla da fare diventa a suo modo doloroso. Porta a una sorta di disperazione silenziosa.

La noia può diventare una parte preoccupante della vita di un giovane.

I rischi

Il pericolo di una noia adolescenziale prolungata è che può alimentare in modo negativo l’impulso di uscirne, per alleviare il profondo disagio di una solitudine intollerabile e della mancanza di qualcosa da fare.

Quando un adolescente si sente dolorosamente separato dalle persone o da uno scopo, a volte può scegliere avventatamente un’alternativa dannosa, provando qualcosa di pericoloso socialmente o con delle sostanze.

20231107 bot 4

Proprio come lo stress può derivare dall'avere troppo da fare, la noia può derivare dall'avere troppo poco da fare o dal dover fare ciò che non piace. Pertanto, alcuni genitori quando percepiscono la noia dei figli derivante dall’ozio, si sforzano di mantenerli occupati, coinvolti e impegnati a “fare” qualcosa per la maggior parte del tempo. Alla peggio propongono di dare una mano in casa.

Funzioni della noia

La noia, tuttavia, spiegano gli psicologi, non è solo una sensazione fastidiosa da sopportare. Può anche essere un motore funzionale di insoddisfazione che può motivare la crescita. Se un giovane si annoia per i contenuti troppo facili di una lezione, può trovare in questo lo sprone per affrontarne di più complessi.

La noia ha dunque due facce, una riferita al “paralizzare” con la mancanza di scopo e il senso di vuoto, l’altra che invece motiva e spinge a trovare nuovi interessi e sfide, creando disponibilità al cambiamento.

Il lato negativo della noia è che quando diventa duratura può essere così dolorosa da spingere a cercare un sollievo dannoso, nel peggiore dei casi sfuggendole con attività rischiose, intrattenimento virtuale eccessivo, uso di sostanze, ricerca di un’eccitazione fine a se stessa per sfuggire al dolore sordo della monotonia.

Il lato positivo, invece, è che sentirsi annoiati è uno stato di insoddisfazione che riconnette un giovane alle proprie risorse, creando nuove possibilità, attività, direzioni e relazioni, che possono dare nuovo significato alla sua vita. In questo senso, la noia può suscitare determinazione e curiosità.

A volte per i genitori la noia adolescenziale si può complicare quando, ad esempio, il loro ragazzo che ha eccelso in un particolare sport durante le scuole medie ora lo trova noioso e vede nella scuola superiore anche un’opportunità per provare un’altra attività atletica.

Gli adulti vengono colti di sorpresa e vedono nel possibile cambiamento uno spreco di tutto quello che il figlio ha acquisito nella precedente disciplina. A loro quello sport, quello strumento, quella disciplina artistica interessa ancora, al ragazzo non più. La noia, in altre parole, diventa un fattore di cambiamento anche per loro.

I genitori, in definitiva, devono considerare con attenzione la noia dei figli e comprendere in quale direzione li sta spingendo. La noia protratta, infatti, può essere un fattore di rischio, provocando l'impulso a sfuggire al vuoto derivante dalla mancanza di significato e scopo nella propria vita. Bisogna quindi valutarla seriamente, senza lasciare semplicemente perdere.

Un figlio deve essere educato a tollerare la noia, fino a comprendere che l'insoddisfazione può anche creare lo spazio e la libertà di prendere in considerare nuove possibilità di impegno.

La noia può essere accolta come una chiamata per trovare un nuovo scopo o anche solo come una sfida per svolgere in modo più divertente qualche attività noiosa. In generale, se mai l’eccitazione dovesse sembrare a un giovane l’unica alternativa a una noia dolorosa, un ragazzo deve sapere che trovare un nuovo interesse è solitamente il modo più sicuro per sconfiggerla.