Nell’intento di prevenire la sofferenza mentale nei più giovani, molte ricerche si stanno dedicando a identificare quei fattori che contribuiscono a generarla e aumentano il rischio di sviluppare specifici disturbi mentali.

Sebbene diversi studi abbiano evidenziato il ruolo cruciale di alcune esperienze difficili durante l’infanzia e l’adolescenza nello sviluppo dei disturbi mentali, la loro influenza è spesso difficile da quantificare e distinguere da altri fattori che possono concorrere alla psicopatologia.
I modelli basati sulle informazioni relative alla famiglia hanno prodotto le previsioni più accurate dei disturbi psicopatologici. In particolare, i principali predittori dei sintomi attuali erano legati a litigi, discussioni e abusi verbali tra i membri della famiglia.
Il secondo gruppo di predittori chiave riguardava l’ambiente sociale, in particolare la vittimizzazione tra pari.
I recenti progressi tecnologici, in particolare lo sviluppo di strumenti di apprendimento automatico e analisi computazionale sempre più sofisticati, hanno aperto nuove possibilità per lo studio dei disturbi mentali e dei loro schemi sottostanti.
Utilizzate per analizzare le grandi quantità di dati raccolte dai servizi di salute mentale negli ultimi decenni, queste tecniche possono rivelare correlazioni tra variabili specifiche e tendenze nascoste associate alla psicopatologia.
Un gruppo di ricercatori della Washington University di St. Louis e della Washington University School of Medicine ha recentemente deciso di esplorare i possibili fattori che contribuiscono alla cattiva salute mentale degli adolescenti utilizzando tecniche di data mining (cioè metodi computazionali per individuare schemi ricorrenti nei dati).
I risultati, pubblicati su Nature Mental Health, suggeriscono che le esperienze sociali — in particolare i conflitti familiari, il bullismo o la perdita di reputazione tra i coetanei — sono i predittori più forti di psicopatologia negli adolescenti.
«Una delle principali sfide nel prevedere lo stato mentale di una persona è che un’ampia gamma di fattori esercita un’influenza sottile ma significativa sulla salute mentale» scrivono gli autori dello studio.
«Abbiamo applicato tecniche di data mining per identificare i fattori di rischio più importanti nella previsione dei sintomi attuali e degli esiti a lungo termine dello studio Adolescent Brain Cognitive Developmental».

Nel loro lavoro, i ricercatori hanno esaminato i dati di uno dei più vasti studi mai condotti sullo sviluppo cerebrale — lo studio ABCD, avviato nel 2016, che raccoglie periodicamente dati psicologici, comportamentali e di neuroimaging degli stessi bambini in 21 centri di ricerca negli Stati Uniti, a partire dai 9–10 anni di età.
Utilizzando tecniche di data mining, gli studiosi hanno analizzato i dati raccolti finora per identificare i fattori che meglio prevedono gli esiti di salute mentale nei bambini e negli adolescenti, concentrandosi su fattori sociali, demografici e su scansioni cerebrali.
«I nostri risultati hanno rivelato costantemente che i conflitti sociali erano i predittori più forti di psicopatologia, in particolare i litigi familiari e il danno alla reputazione tra pari» scrivono gli autori.
«Le differenze di genere sono emerse come un fattore critico per prevedere gli esiti di salute mentale a lungo termine. Le metriche derivate dal neuroimaging, invece, sono state costantemente le meno informative».
In modo singolare, i ricercatori hanno scoperto che i dati di neuroimaging sono i peggiori predittori della salute mentale, mentre i fattori sociali si sono rivelati i più forti.
Ciò suggerisce che i conflitti familiari e le difficoltà nelle relazioni tra pari giocano un ruolo particolarmente cruciale nell’emergere di difficoltà emotive e psicologiche durante l’adolescenza.
I risultati ottenuti potrebbero guidare lo sviluppo futuro di interventi psicologici mirati ad affrontare le difficoltà sociali durante l’infanzia e l’adolescenza, o a ridurre il rischio di psicopatologia negli adolescenti.





