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Gli amici della Comunità di San Benedetto mi chiedono di scrivere qualche parola su cosa occorrerebbe cambiare nella normativa in tema di immigrazione. Verrebbe da rispondere, per essere sintetici: «tutto». Ma la comunità fondata da don Andrea Gallo merita un migliore sforzo di esegesi. Rileggevo in questi giorni la Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Uomo, troppo poco festeggiata il 10 dicembre in occasione del suo anniversario. Sembra scritta dal Gallo. «Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole».

20140225 diritti

Tutti... Un vice questore che stimo molto mi ha detto che secondo lui la legge sull'immigrazione andrebbe riscritta così, come la Costituzione o come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Uomo. Ogni articolo, mi spiegava, dovrebbe iniziare con «tutti» o «ognuno». La legge deve includere non escludere. Il contrario della cosiddetta Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza. Leggi che escludono, respingono, rinchiudono, espellono, criminalizzano, discriminano e offendono l' umanità tutta violando i diritti umani di alcuni.

Don Gallo diceva sempre: dimmi chi escludi e ti dirò chi sei. Le nostri leggi ben dicono chi le ha volute e concepite. Ci sono norme da abrogare immediatamente: il reato di clandestinità e il trattenimento fino a 18 mesi nei CIE per i migranti irregolari, colpevoli di respirare nel nostro paese, privi, loro malgrado, di permesso di soggiorno e tutte quelle altre norme che impediscono o rendono improbabile come una vincita alla lotteria la possibilità di ottenere un visto o un permesso di soggiorno.

Come si sa nel nostro Paese i migranti fanno ingresso per la maggior parte regolarmente muniti di visto o esonerati dall'obbligo di visto in virtù di accordi tra Stati. Possono entrare, fare i turisti per massimo tre mesi ma se trovano lavoro non possono fermarsi. Se non da irregolari, a riempire le fila dei lavoratori in nero e sempre più spesso, tragicamente, dei morti o infortunati sul lavoro. Un legislatore serio saprebbe che la percentuale dei cittadini stranieri in Italia e' il 7,4 % dell' intera popolazione ma contribuisce a circa il 12% del nostro Pil. Un legislatore consapevole si sforzerebbe di favorire l' ingresso ai cittadini stranieri con un visto per ricerca lavoro e di incentivare il rientro spontaneo nel Paese di origine in caso di mancato reperimento o perdita di occupazione. Un legislatore lungimirante introdurrebbe meccanismi di regolarizzazione permanente e ordinaria per consentire al lavoratore straniero di ottenere un titolo di soggiorno senza dover sottostare ai ricatti del datore di lavoro e senza dover attendere un' altra indecente sanatoria che condona i «padroni» e riduce a merce i migranti.

Un legislatore affidabile favorirebbe i ricongiungimenti familiari, tutelerebbe i minori e le loro famiglie e saprebbe proteggere i minorenni non accompagnati. Un legislatore coscienzioso saprebbe tutelare effettivamente le vittime di tratta o di grave sfruttamento garantendo loro comunque il rilascio di un permesso di soggiorno. Un legislatore attento assicurerebbe per tutti e concretamente il principio di non discriminazione garantendo tra l' altro pari accesso alle prestazioni socialie al pubblico impiego ai cittadini migranti. Un legislatore intellettualmente onesto e minimamente assennato riscriverebbe la legge sulla cittadinanza (ormai obsoleta) per permettere ai minori nati e cresciuti nel nostro paese di essere, e non solo sentirsi, italiani e riconoscerebbe agli stranieri lungo soggiornanti il diritto di voto alle elezioni amministrative perché chi paga le tasse deve poter scegliere gli amministratori che gestiranno i suoi denari. Un legislatore coscienzioso scriverebbe finalmente una legge organica in materia di diritto d' asilo garantendo vera accoglienza e non segregazione a chi cerca pace nel nostro Paese e si attiverebbe immediatamente anche a livello europeo per creare canali umanitari che permettano a chi scappa da guerre e persecuzioni di raggiungere la pacifica Europa senza rischiare quotidianamente la vita in mare e si ricorderebbe che i richiedenti asilo vanno accolti e protetti e non respinti o rinchiusi.

Un legislatore saggio saprebbe che «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo» e lo ricorderebbe a tutti noi.

(articolo pubblicato da "La Repubblica" - sez. Genova)

L'autore.
Avvocato civilista specializzato in diritti umani e immigrazione

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