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diritti

  • Il calvario di Sara e della sua famiglia se il ricongiungimento è impossibile

    Lei la chiameremo Sara, perché i profughi, i dissidenti, i disertori e i perseguitati, devono, tra le tante perdite, rinunciare anche al nome, all'identità, di modo da non permettere mai al nemico dittatore o persecutore, dotato di buona memoria e maligna pazienza, di vendicarsi contro chi abbia osato ribellarsi e fuggire o contro la famiglia dei fuggitivi rimasti alla sua mercé.

    20141002 Ballerini

  • 8 ottobre 2015. Report da pozzallo. In attesa dell’hot spot che verrà

    Dentro: l'immancabile guardiola della polizia, l'edificio adibito a Cpsa e ora ad Hot Spot dove stanno rinchiusi a centinaia i profughi del mare, il container di Frontex per le identificazioni "forzate" ed un blindato delle forze dell'ordine nostrane a chiudere fisicamente la porta del centro. Come a ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, che queste persone sono private della libertà, rinchiuse.

     20151028 Pozzallo 1a

  • Assistente sociale, mestiere in trincea ma senza soldi diventa impossibile

    Di loro dicono che rubano i bambini, che non bisogna fidarsi anche se si fingono amichevoli, anche se sono donne disarmate e all'apparenza ben intenzionate, ché in realtà complottano sempre contro i tuoi interessi.
    Molti di loro sono stati insultati, anche pubblicamente, altri addirittura aggrediti fisicamente.
    Se poi sono loro, di loro iniziativa, a bussare alla tua porta, si dice che non convenga farli entrare in casa, perché sono capaci di trascinare in disgrazia la famiglia e rovinarti l'esistenza.

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  • Ho fame. Ho freddo. Ho male nelle ossa.

    Ho fame. Ho freddo. Ho male nelle ossa. La luce dopo tanto buio mi abbaglia. Non so dove sono. Divise e guanti di lattice mi spostano. Come fossi un fagotto infetto. Mi parlano e credo siano ordini, lo capisco dal tono ma non comprendo neppure una parola.

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  • I diritti degli immigrati

    Gli amici della Comunità di San Benedetto mi chiedono di scrivere qualche parola su cosa occorrerebbe cambiare nella normativa in tema di immigrazione. Verrebbe da rispondere, per essere sintetici: «tutto». Ma la comunità fondata da don Andrea Gallo merita un migliore sforzo di esegesi. Rileggevo in questi giorni la Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Uomo, troppo poco festeggiata il 10 dicembre in occasione del suo anniversario. Sembra scritta dal Gallo. «Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole».

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  • Il digiuno degli insegnanti della Daneo: uno squillo per una società migliore

    Alla fine, visti a stomaco vuoto e a ora di cena, gli italiani (quelli di sangue, nati già col privilegio della cittadinanza), non devono essere tutti così malvagi se si ritrovano, come estrema e disagevole forma di protesta, ad aderire ad uno sciopero della fame "a staffetta", pur di far definitivamente approvare una blandissima legge che regoli con maggior buon senso i criteri per ottenere la cittadinanza per quei bambini e ragazzi che, loro malgrado, non possono vantare un po' di sangue italiano nelle vene ma "solo" una perfetta integrazione.

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  • L'ultimo viaggio di Aroon, da Ronco a Calais

    Venerdì 23 maggio, nell'ultima serata dedicata ai "dialoghi sull'accoglienza", in un'affollata e apertissima Chiesa del Gesù, ascolto l'amico Pino Petruzzelli recitare: "I malvagi sono astuti e arrivano sempre travestiti da bene, dicono di operare per il bene, parlano di necessità storica e sociale e soprattutto sono abili a mettere i poveri contro i poveri.

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  • L'umanità a Ventimiglia

    Manca all’appello ancora l’ultimo treno, quello delle 23, e i profughi in stazione a Ventimiglia sono già almeno 400. Sudanesi, etiopi, eritrei, ghanesi, profughi del Togo, del Mali e della Guinea, tutti approdati sulle nostre coste nei giorni scorsi. La nostra piccola Africa ligure.
    Tra loro, numerose donne anche giovanissime, stremate, stese per terra con occhi e corpi quasi inermi. Bellissime, nonostante tutto.

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  • La famiglia flessibile e lo sviluppo del bambino. Caso di studio: le scuole dell’infanzia del Comune di Milano.

    Accentuare la flessibilità numerica dei lavoratori esterni all’azienda, sembra essere una via irta di rischi e priva di sicurezze nel raggiungimento degli obiettivi di aumento dell’occupazione e della produttività, ma utile al solo abbassamento del costo del lavoro.
    La mancanza degli strumenti di sostegno e tutela dei lavoratori strutturalmente meno produttivi (come le lavoratrici madri) potrebbe riversarsi non solo sul benessere e sulle scelte di vita delle famiglie di oggi, ma anche nelle generazioni future: lo sviluppo del bambino è connesso anche agli strumenti di tutela alla maternità e alla paternità che i suoi genitori ricevono.

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  • La gerarchia delle sfortune

    Essere migrante nella fortezza Europa e nell’Italia dei vari “pacchetti sicurezza” già di per sé non è una buona sorte. Se poi il colore della pelle non consente di celare la propria “extracomunitarietà” il minimo che possa capitare è di essere fermati con una certa frequenza per controlli dei documenti e/o possesso del biglietto dei mezzi di trasporto, oppure essere guardati con diffidenza o scostati per evitare contatto, o peggio venire esclusi da posti di lavoro o stipule di contratti di affitto.

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  • La nuova "resistenza" degli attivisti solidarietà politica, economica e sociale

    Capita sempre più spesso, quando ci salutiamo tra amici, di esortarci vicendevolmente alla resistenza. "Resisti" ci diciamo accomiatandoci.

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  • La sfida di essere la madre di un ragazzo transgender

    L’essere madri, così come l’invecchiare, non è una cosa per i deboli di cuore. Qualcuno ha detto, a proposito della genitorialità, che è spesso una cosa piena di gioia ma per nulla divertente. A volte ce n’è molto poca anche di gioia. A volte c'è un bel po' di paura. Ma aiutare a crescere e sostenere un essere umano dalla nascita fino all'età adulta, è anche una delle esperienze più profondamente gratificanti e misteriosamente meravigliose in cui un essere umano possa trovarsi coinvolto.

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  • La vita ti sia lieve. Storie di migranti e altri esclusi

    "Ho visto occhi colmi di disperazione fissarmi dietro le grate. Ho visto Zaccaria, rinchiuso a soli tre anni, soffrire di un dolore adulto, con un’espressione che un bambino non dovrebbe mai avere. Ho visto mani cercare un varco tra le sbarre, cercare altre mani, un contatto. Ho visto mani bruciate da manganelli elettrici.

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  • Noi spettatori passivi di ingiustizie e il senso di colpa diventa inevitabile

    Un mio lontano cugino alcuni anni fa, dopo aver sperimentato qualche improbabile tecnica di rilassamento ha provato ad insegnarmela.
    Consapevole della deprimente impotenza che si accumula dopo giornate in studio, avendolo per qualche tempo lui stesso frequentato come mio praticante, mi suggerì di ripetere ad alta voce, prima di dormire, un numero di volte che non riesco a ricordare ma certamente dispari, la frase assolutoria: non è colpa mia.

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  • Quel benvenuto che sa di beffa ai "nuovi" cittadini italiani

    "Il funzionario mi ha stretto la mano e mi ha detto ' benvenuta' come se prima fossi stata una persona invisibile. Ma io sono anni che vivo qua!». Già il mio amico Simohamed (così cittadino che si è anche candidato sindaco!) mi aveva raccontato anni fa lo stesso sgomento davanti alla medesima parola benaugurante. Benvenuto dove? Si era chiesto.

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  • Se i ragazzi hanno la forza di cambiare in meglio la società

    Un buon amico, professore di lettere adorato dagli studenti, l’altra mattina, per convincermi a dedicarmi di più alle gioie dell’esistenza, mi ha «regalato» una frase del discorso di Camus pronunciato alla consegna del premio Nobel: «l’artista si forma in questo rapporto perpetuo fra lui e gli altri, a mezza strada fra la bellezza di cui non può fare a meno e la comunità dalla quale non si può staccare. È per questa ragione che i veri artisti non disprezzano nulla e si sforzano di comprendere invece di giudicare».

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  • Sfide per la riforma della Giustizia Minorile in Asia

    Pubblichiamo un estratto da un’intervista ad Alice McGrath, avvocato e consulente internazionale per la cittadinanza australiana. Nel corso degli ultimi 12 anni ha lavorato come consulente internazionale sul tema dei diritti umani e della riforma della giustizia minorile. 

    Come esperto internazionale in materia di diritti umani e riforme della giustizia minorile in tre diverse parti del mondo, come l'Asia centrale, il Pacifico e il Medio Oriente - Nord Africa, a suo parere quali sono le principali sfide comuni in tutti questi contesti per l'attuazione del riforme della giustizia minorile?

    È difficile rispondere a questa domanda, perché esistono molti fattori che sono unici in ciascun Paese e che giocano un ruolo decisivo nell'attuazione delle riforme, e così pure in molti Paesi è già stato fatto un gran lavoro per la loro applicazione. Ma in termini di sfide, un filo rosso che ho visto nel mio lavoro è il modo in cui i minori in conflitto con la legge vengono percepiti all'interno di alcune comunità,

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  • Si ammalano di viaggio e di speranza in attesa di un asilo

    Sarà, credo, capitato a tutti di sentirsi fuori posto, non solo e non tanto inadatti o inadeguati, ma proprio fuori luogo, o meglio, nel luogo sbagliato. In incontri, convegni o semplici cene, quando tutti sembrano legati da interessi comuni, o almeno fingono in maniera sublime, e noi vorremmo scomparire, essere ovunque ma non lì,

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  • The president

    L’ultima opera di Mohsel Makhmalbaf, si focalizza sul binomio politica-potere, attraverso il racconto surreale  on the road di una fuga vissuta con gli occhi di un bambino.

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  • Verso l'autonomia, tra diritti e doveri

    Il progetto educativo per accompagnare
    i giovani all'autonomia,
    tra diritti e doveri

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