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Pubblichiamo un estratto da un’intervista ad Alice McGrath, avvocato e consulente internazionale per la cittadinanza australiana. Nel corso degli ultimi 12 anni ha lavorato come consulente internazionale sul tema dei diritti umani e della riforma della giustizia minorile. 

Come esperto internazionale in materia di diritti umani e riforme della giustizia minorile in tre diverse parti del mondo, come l'Asia centrale, il Pacifico e il Medio Oriente - Nord Africa, a suo parere quali sono le principali sfide comuni in tutti questi contesti per l'attuazione del riforme della giustizia minorile?

È difficile rispondere a questa domanda, perché esistono molti fattori che sono unici in ciascun Paese e che giocano un ruolo decisivo nell'attuazione delle riforme, e così pure in molti Paesi è già stato fatto un gran lavoro per la loro applicazione. Ma in termini di sfide, un filo rosso che ho visto nel mio lavoro è il modo in cui i minori in conflitto con la legge vengono percepiti all'interno di alcune comunità,

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Nella vita e nel mio lavoro mi chiedo sempre: “E se fosse mio figlio il ragazzo rinchiuso in questa cella o giudicato in quest'aula? Cosa dovrei fare per contribuire a creare il cambiamento, al miglioramento delle cose?”


e la vera grande sfida allora consiste nel contribuire a spostare, a modificare gli atteggiamenti negativi di alcuni governi e delle persone che vivono in quelle comunità. Nella vita e nel mio lavoro mi chiedo sempre: “E se fosse mio figlio il ragazzo rinchiuso in questa cella o giudicato in quest'aula? Cosa dovrei fare per contribuire a creare il cambiamento, al miglioramento delle cose?” I bambini e i giovani sono i gruppi più vulnerabili all'interno della nostra comunità, ma raramente i loro bisogni vengono affrontati adeguatamente e con la dovuta urgenza sull’agenda delle riforme nazionali e regionali, e spesso vediamo che i finanziamenti richiesti non vengono assegnati e i programmi di riforma di conseguenza ne possono soffrire.

Alcune comunità in cui ho lavorato (anche nel mio paese, l'Australia) sono state indotte a percepire che 'la giustizia minorile' come concetto è un 'costrutto straniero' ispirato da regimi al di fuori dei contesti culturali e storici che caratterizzano la loro comunità. Tuttavia, una volta che scaviamo un po’ e vediamo che concetti chiave della riforma della giustizia minorile come quello di “giustizia riparativa” si basano su principi di scusa, perdono e cambiamento, che sono in gran parte di natura universale - queste misure di riforma e rinnovamento del codice minorile sono state accettate con maggiore adesione. In realtà vi è una tendenza attuale (in particolare nei paesi in conflitto o da poco usciti da un conflitto) in coloro che si occupano di programmazione dello sviluppo di concentrarsi sempre di più

Su modelli di giuridici sviluppati a livello locale, all’interno dei quali il concetto di “giustizia riparativa” è implicito in quanto parte di consuetudini esistenti nella comunità. All’interno di queste situazioni, viene fornita assistenza per contribuire a rafforzare i regimi che basano il loro governo su strutture giuridiche che trovano fondamento nella comunità – soprattutto in quelle situazioni in cui le strutture dello stato non esistono o non sono condivisibili. Per i bambini (soprattutto per quelli accusati dei reati meno gravi) questo può significare che la giustizia diventa più accessibile e talvolta anche più rapida.

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Qual è la reale situazione di quei bambini che sono privati
​​della libertà o in conflitto con la legge nei paesi Asiatici e del Pacifico?

La popolazione giovanile in questa regione è pari a 700 milioni di persone e questo numero rappresenta il 45% della popolazione giovanile a livello mondiale. È una regione affascinante, in questo mercato le economie si stanno rapidamente sviluppando, ma allo stesso tempo la cultura, la lingua e i costumi tradizionali, restano inalterati per molti abitanti. Quello che vediamo è che molti bambini vengono trascurati e non beneficiano degli sviluppi economici in atto. I bisogni dei minori in conflitto con la legge - uno dei gruppi più vulnerabili della nostra società - tendono ad essere trascurati. Non è facile riassumere qual è la situazione dei minori in conflitto con la legge in tutta la regione dell’Asia e del Pacifico, date le enormi differenze economiche, politiche e sociali che esistono tra i diversi Stati, ma posso dire che dalla mia esperienza di lavoro e anche da esperienze condivise al primo incontro dell’APCJJ (Asian Pacific Council for Juvenile Justice) che le caratteristiche comuni ai diversi casi includono il fatto che molti bambini arrivano da situazioni di estrema povertà, all’interno delle quali i supporti delle famiglie e della comunità non esistono più e in cui le strutture educative e sanitarie sono forse le più deboli (soprattutto nelle aree non urbane) e l’accesso dei bambini ai servizi si riduce sempre più. I rappresentanti degli Stati membri hanno convenuto che un tema comune e trasversale per questa regione sia che la delinquenza giovanile qui è meno diffusa rispetto ad altre aree e reati contro la proprietà o l’accattonaggio per ottenere cibo e soldi, così come i piccoli furti, sono i tipici reati per i quali vengono incriminati e incarcerati i minori. Altri fattori, quali l’incremento nell’uso delle droghe o l’abuso di alcol hanno parallelamente assunto un rilievo molto critico nelle varie regioni dell’area.

L’intervista integrale si può leggere qui: http://www.oijj.org/fr/interviews/ms-alice-mcgrath-lawyer-and-international-adviser-australia

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