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Capodanno

Sono a letto,  stesa da una improvvisa influenza sopraggiunta proprio alla vigilia del Capodanno, e ne approfitto per riflettere e fare un piccolo bilancio dell'anno che sta per finire. Da incurabile ottimista, dimentico le innumerevoli difficoltà e problemi e tra i ricordi del 2013 vengono a galla tante, tantissime piccole gioie: un esame difficile superato a pieni voti (Angela, ovviamente), il primo 7 in un tema di italiano (Angelo, incredibilmente). Una vacanza che ha aperto gli occhi ed il cuore, dando una svolta alla vita. Una nuova scuola più tollerante e un nuovo ragazzo che, pur recalcitrante,  non scappa sottraendosi alla sfida. 

20140122 Capodanno

Tra le cose positive di quest'anno prossimo al traguardo voglio mettere anche le innumerevoli discussioni con i miei ingombrantissimi figli.  Ore passate a spiegare cose che certamente già sanno, ma che per testardaggine o per ribadire la loro autonomia fingono di non capire. Certo gli spintoni , le porte sbattute con rabbia, le bottiglie scaraventate contro il muro fresco di pittura ce le potevamo risparmiare e limitare la contesa a livello verbale.  Che si trattasse di colorite espressioni nel linguaggio non verbale? Se ne parla tanto oggigiorno ed in effetti è davvero efficace, come del resto sostengono le più recenti correnti di psicologia. Ma in fondo quando si discute o perfino quando si litiga vuol dire che c'è un rapporto tra le persone, che c'è interesse reciproco, altrimenti i contendenti se ne andrebbero ognuno per la sua strada.

A ben rifletterci, di tutti i successi del 2013 questo interminabile battibeccare, pur doloroso e spesso insostenibile, è di gran lunga il più importante, vuol dire che la nostra famiglia,  pur disastrata, esiste e resiste. 

Mi viene il sospetto che tutti i gesti di affetto che quotidianamente dedichiamo ai nostri ragazzi, la pazienza prima fra tutti, anche se apparentemente ignorati o verso i quali ostentano indifferenza , in realtà qualche effetto lo abbiano sortito. Chissà, magari anche le lucine accese sull'albero per accogliere Angelo al rientro hanno contribuito ... 

A proposito, dopo quella prima volta, le luci non le ha più spente. Ma la casa non è andata a fuoco e forse gli sono talmente piaciute che ha preferito lasciarle accese.

                                                               .              .              .              .              .

Dagli un bacio!

Sono ancora a casa, l'influenza è più tosta del previsto. La scelta di festeggiare il nuovo anno in modo tranquillo con pochi intimi si è rivelata ottima e dopo che i gradevoli convitati se ne sono andati ho avuto il tempo di scrivere gli auguri a quelle persone meno vicine, per intenderci quelle che non chiamo alle 24.00 con lo spumante che sborda dai bicchieri, ma a cui mi sento di dedicare un pensiero per l'anno appena iniziato.

Per non dimenticare nessuno - sono una pignolina - ho iniziato a scorrere l'elenco dei contatti. Sono diventata molto selettiva: auguri solo a chi conta davvero (nel mio cuore) e una frase speciale per ciascuno, alla faccia di chi invia spam generiche di auguri. 

Basta crederci, essere certi che sotto le apparenze peggiori, gli atteggiamenti più spregevoli,  spesso si cela un essere diverso che aspetta di essere amato per trasformarsi e ritrovare la sua vera natura. 

Ai miei due Angeli ovviamente ho già scritto per primi, ora mi allargo a persone anche molto lontane dalla quotidianità, ma che durante l'anno trascorso mi hanno aiutata, magari in modo inconsapevole mentre svolgevano il loro compito abituale.

Perché lo faccio? In fondo compivano solo il loro dovere, niente di più. Ma la riconoscenza fa bene a me prima ancora che ai miei beneficiari.  E’ un mio modo per sentirmi parte attiva nel costruire la realtà intorno a me, e uscire dal ruolo sgradevole di pedina in balia di persone e situazioni tanto assurde quanto ingovernabili. Ci sono quelli che si rifugiano in un mondo virtuale, creandosi una falsa identità online e giocano a vivere una vita che non è la loro. Non li biasimo, ma nemmeno li capisco: che soddisfazione può dare ciò che non esiste? Io preferisco coltivare rapporti reali, dietro ai quali ci stanno volti e persone vere, confidando che recepiscano il mio messaggio e mi confermino che non tutti sono andati fuori di zucca . Mi tranquillizza, mi rassicura e soprattutto mi da la forza di andare avanti, che non tutto ciò che faccio è inutile. 

E in effetti le risposte che ricevo ripagano ampiamente il mio sforzo. Più l'augurio è inaspettato,  più grande l'apprezzamento. Se poi il complimento era non dovuto o addirittura esagerato, l'effetto è miracoloso.

Strano? Ma no, in fondo l’ho sempre saputo ma non ne ero consapevole. Stava in una delle tante favole per bambini che per secoli mamme, nonne e tate ci hanno raccontato: "... A un certo punto la principessa bacia il rospo e tac! L'orripilante animaletto si trasforma in bellissimo e bravissimo principe" . Si, insomma, se riesci a superare pregiudizi e il naturale ribrezzo suscitato dall’abominevole creatura, se la ami e la baci, o semplicemente la elogi, il miracolo accade.

Basta crederci, essere certi che sotto le apparenze peggiori, gli atteggiamenti più spregevoli,  spesso si cela un essere diverso che aspetta di essere amato per trasformarsi e ritrovare la sua vera natura. 

E se fosse vero anche per Angelo?

 

Le pagine precendenti del Diario: IntroduzionePrimo ottobre, Primo novembre, Primo dicembre

L'autore.
Penny Hope è lo pseudonimo scelto dalla madre di un ragazzo di diciannove anni.

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