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Ennesimo battibecco, ennesima riflessione. Stavolta provo a scriverti una lettera, cara Angela, per cercare di spiegarti ciò che – come di consueto – non mi lasci dire. Leggerai queste mie parole? Magari dopo te le mando per sms: li leggi sempre e magari, infilandosi tra quelli dei tuoi compagni di rete (fb, twitter e quant’altro), lo apri.

Sei arrabbiata con noi,  ci preoccupiamo troppo di tuo fratello?

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Prendi linkedin, quella rete di conoscenze professionali che da poco hai cominciato ad usare. Lo sai che la distanza massima tra te (o me!) e Obama sono 3-4 livelli?


Beh, in effetti hai ragione. Come sempre le cose si possono osservare da diverse angolazioni, come non darti ragione se ci si mette nei tuoi panni di figlia e sorella negletta? Tra 10-15 o più anni capirai, quando anche tu sarai, come ti auguro, nei panni di mamma. Per ora continua pure ad arrabbiarti, è giusto così. Altrimenti, se non si dà sfogo ai propri sentimenti e ci si mette un coperchio sopra, prima o poi si scoppia, stanne certa. Ma a te non accadrà, se devo giudicare dalle tue scenate e strilli.

Quello che cercavo di dirti, per spiegarti il nostro bizzarro comportamento nei confronti di Angelo,  è che siamo tutti collegati, anche se non vogliamo o non  sappiamo rendercene conto. Ad es. il tuo successo scolastico di ieri mi ha dato energia e a mia volta ho avuto la forza di realizzare cose a lungo tralasciate, che andranno anche a beneficio vostro. Viceversa, gli insuccessi di tuo fratello creano malumori in famiglia, assorbono la nostra energia per aiutarlo e inevitabilmente sottraggono attenzione a te.

Ammetto che questo del collegamento è un concetto difficile da capire, non si intuisce a prima vista. Ci vuole allenamento a riflettere e lungimiranza di pensiero: guarda i nostri stessi politici, che litigano sull’oggi e ignorano il domani. Se pensi solo ad oggi, al presente, il tuo benessere e soddisfazione personale sono in buona parte indipendenti dagli altri. Di più, il tuo vantaggio immediato potrebbe essere addirittura perseguibile proprio grazie al disagio altrui.

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In realtà non è affatto così e che siamo collegati, e anche molto strettamente, me lo hai insegnato proprio tu e la tua generazione di internauti. Prendi linkedin, quella rete di conoscenze professionali che da poco hai cominciato ad usare. Lo sai che la distanza massima tra te (o me!) e Obama sono 3-4 livelli? In altre parole attraverso tue conoscenze dirette ed indirette – amici di amici, per intenderci – possiamo metterci in contatto direttamente con il Presidente degli Stati Uniti d’America. Ti rendi conto? Lascia perdere che a te di Obama non importa nulla, ma se tu volessi scrivergli qualcosa di persona, basterebbe chiedere l’amicizia di pochi altri contatti e il gioco è fatto. Magari potresti dargli un’idea, un suggerimento che nessuno ha ancora pensato e lui potrebbe attuarlo, con evidenti riflessi sul mondo intero! Non è straordinario?


Insomma, fare bene e fare del bene, prima di tutto fa bene a noi.


Cominci ora a renderti conto di quanto siamo strettamente collegati tra noi e di quanto ogni nostra azione influenzi tutte le altre come il famoso sassolino gettato nello stagno? Non possiamo permetterci di compiere cattive azioni e nemmeno semplicemente di fregarcene (!) degli altri, perché inevitabilmente tutto ciò si rifletterà su di noi, magari alla lunga, ma è così.


Insomma, fare bene e fare del bene, prima di tutto fa bene a noi.  Ecco dunque perché ti chiedo di capire e tollerare la nostra benevolenza e pazienza verso Angelo: lo facciamo per lui, ma indirettamente anche per te. Se non lo recuperiamo, tutti noi ne subiremo le conseguenze, anche tu.

E allora, cara Angiolina mia bellissima, da’ retta alla tua mamma: pensa al  futuro e SII EGOISTA!

 

Le pagine precendenti del Diario: IntroduzionePrimo ottobre, Primo novembre, Primo dicembre, Capodanno 

L'autore.
Penny Hope è lo pseudonimo scelto dalla madre di un ragazzo di diciannove anni.

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