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Figli adolescenti: l’importanza della figura paterna
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Rientro a scuola: la normalità “differente” e la necessità di gestire il vissuto emotivo degli studenti
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15 settembre, Torino. La Giornata internazionale della democrazia è stata istituita l’8 settembre 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con risoluzione A/RES/62/7 e viene celebrata il 15 settembre di ogni anno. L’Ordine Assistenti sociali piemontese celebra l’importante momento, ricordando che il processo di professionalizzazione degli assistenti sociali è strettamente intrecciato con il processo di democratizzazione. È chiaro il legame tra assistenti sociali e stato democratico, richiamato anche nell’art. 5 del Codice Deontologico dell’assistente sociale: “L’assistente sociale fa propri i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana. Riconosce il valore, la dignità intrinseca e l’unicità di tutte le persone e ne promuove i diritti civili, politici, economici, sociali, culturali e ambientali così come previsti nelle disposizioni e nelle Convenzioni internazionali.”
Barbara Rosina (Presidente Ordine Assistenti Sociali del Piemonte) afferma: “La figura dell’assistente sociale si è sviluppata in Italia, negli anni complicati e carichi di speranza del secondo dopoguerra, e la sua storia si è intrecciata indissolubilmente con quella della giovane democrazia italiana. Sono ancora tanti i problemi che attanagliano il nostro Paese e che impediscono il pieno godimento di diritti fondamentale e la partecipazione attiva alla vita democratica da parte di tutti i cittadini”.
Gli assistenti sociali denunciano la scarsità di dialogo tra società civile e classe politica, elemento fondante delle vere democrazie e impulso necessario per le politiche, anche sociali.
Prosegue Barbara Rosina: “Il drammatico contesto storico nel quale si trova il nostro paese, generato dall’emergenza sanitaria, evidenzia non solo l’importanza del dialogo tra società civile e classe politica ma anche quanto esso debba avere un’influenza reale sulle decisioni politiche. Gli assistenti Sociali del Piemonte già in passato hanno offerto la propria disponibilità alla collaborazione e al dialogo con tutte le forze politiche e la Giornata Internazionale della Democrazia è l’occasione per ribadire la nostra volontà di far parte di un processo partecipativo che rinforzi la nostra comunità sociale con scelte politiche che assicurino un uguale accesso alle opportunità e al godimento dei diritti affinché nessuno resti indietro”
Paola Vaio (consigliere Ordine Assistenti Sociali del Piemonte e assistente sociale presso un servizio sociale territoriale) interviene: “Le persone in difficoltà che accedono al sistema dei servizi socio-sanitari vivono sulla loro pelle la non piena realizzazione dei diritti. In particolare sono ancora tante le barriere che impediscono ai cittadini un accesso completo all'informazione, alla comunicazione, alla cultura, all'educazione, alla vita sociale, lavorativa, ricreativa e politica. Il nostro osservatorio è concretamente calato nel tessuto sociale e può essere un valore aggiunto per l’azione della nostra classe politica chiamata a risolvere tanti e diversificati problemi generati da pandemia che e ha messo in luce dure e profonde disuguaglianze nella nostra società e sta ulteriormente esacerbando le disparità esistenti; la risposta da parte delle politiche pubbliche è fondamentale per garantire equità, giustizia sociale.”
Il recente rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile 2020 mostra che “prima della pandemia COVID -19, i progressi erano irregolari e non si era sulla buona strada per raggiungere gli Obiettivi entro il 2030. Ora, a causa del COVID-19, una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti sta minacciando vite e mezzi di sussistenza, rendendo il raggiungimento degli obiettivi ancora più impegnativo. All'inizio di giugno, il bilancio delle vittime aveva superato le 400.000 persone e continuava a salire, quasi nessun Paese risparmiato. I sistemi sanitari di molti paesi sono arrivati all'orlo del collasso. La sussistenza di metà della forza lavoro globale è stata gravemente colpita. Più di 1,6 miliardi di studenti non vanno a scuola e decine di milioni di persone vengono respinte nella povertà estrema e nella fame, cancellando i modesti progressi compiuti negli ultimi anni.”
“L’evoluzione della situazione – conclude Barbara Rosina – è stata costantemente monitorata anche dal Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali. Di grande interesse, per tutta la comunità professionale, è il “Vademecum – Servizio Sociale professionale e post pandemia”, un documento di supporto degli assistenti sociali nell’azione professionale quotidiana in queste nuove fasi dell’emergenza sanitaria dovuta a Covid 19 prodotto dal CNOAS, con il contributo di AassNAS, ASProC, Asit, SocISS, SoStoSS, SUNAS, organismi di rappresentanza, a diverso titolo, della professione. I professionisti assistenti sociali sono stati e sono, e saranno ancora, chiamati ad essere parte attiva e generativa in un quadro fortemente instabile e con sviluppi incerti. In tale contesto è indispensabile per il nostro Ordine da un lato riprendere un dialogo di confronto, serio e strutturato, con la Regione Piemonte a garanzia della massima coesione sociale, di fronte alla sfida dell'emergenza, su tutto il territorio regionale, e dall'altro valorizzare l'esperienza maturata dai professionisti stessi. Condividiamo le parole di Liu Zhenmin, Sottosegretario generale per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, quando sostiene che occorre rafforzare e unire gli sforzi per non lasciare indietro nessuno e per forgiare i percorsi di trasformazione necessari per creare un mondo più vivibile.”
Carmela, Francesca Longobardi - Consigliere delegato alla Comunicazione esterna e ai Rapporti con i mass-media / tel: 333.4896751

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Mangiare a scuola sarà sicuro?
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Ansia negli adolescenti: a rischio anche la salute del cuore
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Terre des Hommes rafforza gli interventi a Beirut per le famiglie dei quartieri più colpiti
Pur essendo passato un mese dalla gigantesca esplosione nel porto di Beirut, il trauma psicologico dei bambini dei quartieri più colpiti è ancora molto vivo e condiziona profondamente la loro quotidianità. Disturbi del sonno, paura ad addormentarsi, enuresi, irritabilità, tendenza all’isolamento, perdita d’appetito, apatia: sono solo alcuni dei disturbi riferiti dalle oltre 300 famiglie che lo staff di Terre des Hommes ha incontrato in questo periodo per una valutazione dei bisogni della popolazione più vulnerabile. “È emerso uno scenario devastante”, spiega Ilaria Masieri, responsabile dei progetti in Libano “Quasi tutti i genitori ci hanno detto di aver riscontrato nei loro figli reazioni che non avevano mai visto prima, e che nella larghissima maggioranza dei casi non sanno come affrontare. Più dell’87% ha dichiarato di aver bisogno di supporto psicosociale e il 41% ci ha chiesto un aiuto psicologico immediato, a riprova della gravità della situazione, che rischia di marchiare per sempre queste giovani vite. Più della metà di queste famiglie è costituita da rifugiati siriani, che già hanno dovuto sopportare le privazioni della guerra e il dolore dell’esilio. È quindi indispensabile che la comunità internazionale non dimentichi questa emergenza umanitaria, che purtroppo si innesta su una crisi economica e politica, ma anche sanitaria, dato l’aumento vigoroso dei contagi di Covid-19, di dimensioni immense. Bisogna trovare urgentemente le risorse necessarie per assicurare a questi bambini diritti fondamentali come protezione, istruzione e cure”.
Terre des Hommes, organizzazione non governativa impegnata da 60 anni nella protezione dei bambini, si è attivata nei giorni immediatamente successivi alla catastrofe organizzando attività ricreative psicosociali nelle zone più colpite dall’esplosione. In questi giorni stiamo rafforzando i nostri interventi di protezione dei bambini e delle bambine per fornire un adeguato supporto alle famiglie più vulnerabili, dove sono presenti bambini con bisogni speciali, disabili o a rischio di abbandono scolastico, anche per prevenire fenomeni come lavoro minorile e matrimoni precoci. Infatti, se in un primo periodo il supporto psicosociale si concentrerà sull’elaborazione del trauma e sullo sviluppo di meccanismi efficaci per far fronte ai vissuti d’ansia nei bambini, il nostro intervento ha come obiettivo finale il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie, tramite l’accesso a servizi sociali ed educativi di qualità.
Le modalità d’intervento sono complicate dalla situazione sanitaria in continua evoluzione, visto l’aumento dei contagi da Covid-19 che ha portato le autorità a istituire nuovi lockdown, ma gli operatori sono formati per fornire assistenza sia da remoto che in incontri individuali o collettivi, a seconda delle necessità, come hanno già fatto a partire da marzo per gli altri progetti in corso nel Paese. “Abbiamo stilato un piano di risposta in due fasi, che tenga conto dei bisogni immediati ma anche del supporto necessario per il reinserimento delle famiglie sfollate all’interno delle loro comunità di origine e per un graduale ritorno alla normalità”, precisa Masieri.
“Il nostro intervento prevede anche il versamento di contributi economici alle famiglie in difficoltà, per consentire di coprire le necessità più urgenti, la distribuzione di kit igienici per mamme e bambini e di dispositivi di protezione individuale. In tutto i beneficiari delle prime azioni che stiamo realizzando saranno quasi 3.500, ma i bisogni della popolazione sono enormi, se pensiamo che oltre 300.000 persone sono temporaneamente sfollate a causa dell’esplosione”, sottolinea Masieri.
A Karantina, uno dei quartieri più devastati dall’esplosione, Terre des Hommes sta lavorando per restituire alla comunità un parco giochi e una biblioteca, gravemente danneggiati dall’esplosione.
Per individuare più precisamente i bisogni dei bambini Terre des Hommes ha condotto un assessment su oltre 300 famiglie (tra cui 935 minori) che al momento dell’esplosione abitavano nei quartieri più vicini al porto. Nei prossimi giorni sarà disponibile il documento integrale dell’assessment - il primo che indaga le conseguenze psicologiche e psicosociali dell’esplosione sui bambini - sul sito di Terre des Hommes (www.terredeshommes.it).
Terre des Hommes Italia è presente in Libano da 15 anni con decine di interventi di sostegno all’educazione e protezione dei bambini vulnerabili libanesi e dei bambini rifugiati siriani, siriopalestinesi e palestinesi. Con il solo progetto Back to the Future, finanziato con il fondo Madad dell’Unione Europea, ha ristrutturato 8 scuole e riportato a scuola oltre 25.000 bambini.
Per contribuire ai progetti d’emergenza di Terre des Hommes a Beirut
Bonifico bancario conto intestato a Terre des Hommes
IBAN: IT37E0103001633000063232384
Bollettino postale c/c postale 321208
Online con carta di credito al link
https://terredeshommes.it/aiutiamo-bambini-le-famiglie-beirut/
Per maggiori informazioni e richiesta di interviste:
Rossella Panuzzo, Ufficio stampa Terre des Hommes



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Pensieri, linguaggi e spazi della rete: come e perché influenzano la mente degli adolescenti
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La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affido dei minorenni sia l'occasione per rafforzare il sistema di welfare, i servizi sociali e le azioni di sostegno alle famiglie e non per rimettere in discussione il sistema di tutela dei minorenni fuori famiglia. Presa di posizione della rete #5buoneragioni, costituita da Agevolando, Cismai, CNCA,
CNCM, Progetto Famiglia e Sos Villaggi dei Bambini
Roma, 29 luglio 2020 - La rete "5buoneragioni per accogliere i bambini che vanno protetti" - costituita da Agevolando, Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'infanzia (Cismai), Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (CNCM), Progetto Famiglia e Sos Villaggi dei Bambini - prende atto dell'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse all'affidamento familiare e alle comunità che accolgono minorenni. Ma invita le forze politiche a coglierla come un'opportunità per rafforzare le azioni di sostegno alle famiglie, piuttosto che come un'occasione per mettere in discussione il sistema di tutela e per squalificare indiscriminatamente gli attori impegnati nella cura dei minorenni "fuori famiglia".
La Commissione svolgerà un ruolo importante se saprà affrontare le tante questioni che riguardano il diritto del bambino a crescere in famiglia: l'investimento sulla prevenzione, sul sostegno alla genitorialità più fragile, sul sostegno ai servizi sociali territoriali e alle Procure della Repubblica per i minorenni per renderli più efficienti, sul supporto all'autonomia dei giovani neomaggiorenni in uscita da percorsi di accoglienza, perché non si vanifichi il lavoro svolto con loro negli anni della prima infanzia e dell'adolescenza. Dunque, se saprà segnare un rilancio dell'impegno delle istituzioni rispetto alla tutela dei minorenni e al sostegno alle famiglie.
Il timore, invece, che l'istituzione della Commissione possa tradursi nell'ennesima "caccia alle streghe" nasce non solo dalla valanga di fango che, anche recentemente, è stata riversata indiscriminatamente sugli attori del sistema che si prende carico dei minorenni "fuori famiglia", ma anche dall'assenza, tra i compiti della Commissione, della verifica dei troppi limiti di un sistema di welfare inadeguato nel sostegno alle famiglie e ai bambini. Condividiamo pienamente l'esigenza di controllare l'adeguatezza organizzativa e operativa dei singoli attori in gioco e di sanzionare gli eventuali errori e ancora una volta ricordiamo che già le norme vigenti (la legge 184/83, la legge 149/01) prevedono doverosamente la funzione del controllo esercitato dalla Procura minorile e dai soggetti referenti per la vigilanza sulle strutture. Siamo convinti, supportati in questo da numerosi studi e ricerche, che il problema fondamentale che dovrebbe porsi la politica è quello di sostenere le famiglie nei difficili compiti che svolgono, invece di utilizzarle come principale ammortizzatore sociale del nostro sistema di welfare. E di potenziare il sistema di welfare e in particolare gli organici dei servizi sociali e della tutela nonché il sistema della giustizia minorile, che pur essendo un punto di riferimento a livello europeo, deve però fare i conti con la scarsità delle risorse impiegate, a cominciare da un numero di assistenti sociali gravemente insufficiente in larga parte d'Italia.
Ci auguriamo altresì che la Commissione d'inchiesta sappia opportunamente valorizzare gli esiti delle precedenti verifiche su questi stessi temi, al fine di evitare inutili ridondanze. In tal senso, offriamo fin da ora ampia disponibilità per specifiche audizioni sul tema.
Per info:
Agevolando - Silvia Sanchini
Cismai - Roberta Zampa
Cnca - Mariano Bottaccio
Cncm - Giovanni Tagliaferri
Sos Villaggi dei Bambini Italia - Valeria Sabato






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Adolescenti da far crescere dopo il Covid-19 – Di G. Maiolo, psicoanalista
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Una nuova rete territoriale interdisciplinare a supporto degli asili nido e dei micro-nidi e nuove formule per sostenere la genitorialità nelle famiglie con bambini da zero a 3 anni, con un’ottica di prevenzione della violenza sui minori. Dall’impegno di ATS Città Metropolitana di Milano e Terre des Hommes nasce NidoInsieme.it, un portale d’informazione per genitori e di formazione per gli operatori dei servizi alla famiglia che intende promuovere il benessere e la cura dei bambini più piccoli, finanziato da Regione Lombardia. I contenuti saranno continuamente arricchiti dagli esperti della nuova rete, costituita anche da cinque ASST del territorio metropolitano, due Comuni (Milano e Magenta) e Azienda Futura del Comune di Pioltello. I primi video disponibili su NidoInsieme.it si focalizzano sull’emergenza Covid, per offrire delle risposte autorevoli ai più comuni dubbi e insicurezze legati alla salute e il benessere dei bambini.
"La tutela della salute dei bambini e dei loro genitori è tra gli obiettivi primari di ATS Città Metropolitana di Milano”, spiega la dottoressa Rossana Giove, Direttore Socio Sanitario dell’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana di Milano. “Questo progetto si inserisce nell’impegno continuo che l’Agenzia esercita di promozione del benessere dei più piccoli attraverso interventi a sostegno della genitorialità e per la formazione degli educatori delle scuole per l’infanzia. Il progetto si colloca nel quadro più ampio delle Politiche per la Famiglia e si configura come un’iniziativa per la promozione del benessere, la prevenzione delle situazioni di disagio infantile e la protezione dei bambini che frequentano gli asili nido e i micro nidi del territorio di ATS Città Metropolitana di Milano, in attuazione della Legge Regionale n. 18 del 2018 ‘Iniziative a favore dei minori che frequentano i nidi e i micronidi’”.
“NidoInsieme avvia un lavoro di rete favorendo un’attiva collaborazione e partecipazione al partenariato da parte di Comuni, Enti del terzo settore, ASST, autorità competenti”, aggiunge il dottor Aurelio Mosca, psicologo, Direttore del Dipartimento Programmazione per l’Integrazione delle Prestazioni Sociosanitarie con quelle Sociali (PIPSS) di ATS Città Metropolitana di Milano. “Il progetto è volto a dare coerenza ai diversi interventi a favore della prima infanzia che verranno proposti e realizzati dalle molteplici realtà che operano nel territorio metropolitano al fianco delle famiglie e dei bambini. Si svilupperà sul piano della prevenzione, individuando i segnali di disagio, potenziando e realizzando azioni informative e formative rivolti ad operatori e famiglie. In quest'ottica favorirà lo scambio di informazioni e di buone prassi, come pure garantirà la diffusione di campagne informative e forme di assistenza ai minori vittime e alle loro famiglie. Sosterrà la diffusione di interventi di protezione e tutela nei casi di violenza, con caratteristiche di qualità e innovative. Ciò anche attraverso l'adozione di protocolli che impegneranno le Istituzioni a lavorare in rete e con un approccio multidisciplinare".
“Il sostegno alla genitorialità è fondamentale perché è proprio all’interno delle famiglie che si possono manifestare comportamenti disfunzionali nei confronti del bambino che, se non debitamente contenuti e guidati, possono sfociare in violenza e maltrattamenti”, sostiene la dottoressa Federica Giannotta, Responsabile Progetti Italia di Terre des Hommes. “Nel sito NidoInsieme.it esperti pediatri e psicologi parleranno dei rischi di patologie poco conosciute come la discuria, l’ipercura o della Shaken Baby Syndrome e saranno presentati alcuni servizi innovativi presenti sul territorio a sostegno delle neomamme o nel riconoscimento e prevenzione dei casi di abusi o violenza che abbiamo contribuito a far nascere, come lo sportello Timmi all’interno dell’ospedale Buzzi”.
Al progetto, finanziato da Regione Lombardia, collaborano ATS Città Metropolitana di Milano, Terre des Hommes, Comune di Milano, Comune di Magenta, Azienda Speciale Servizi alla Persona e alla Famiglia Futura del Comune di Pioltello, ASST Fatebenefratelli Sacco, ASST Melegnano Martesana, ASST Ovest Milano, ASST Nord Milano, ASST Rhodense.
Lo scopo del portale NidoInsieme.it è informare i genitori con figli da zero a 3 anni d’età su argomenti come l’alimentazione più corretta per i bambini di quella fascia d’età, le regole da dare, come interpretare correttamente i comportamenti dei bambini, la gestione delle emozioni, la scelta del nido e rispondere ai frequenti dubbi come ad esempio l’opportunità o meno di fare uso di device elettronici. Una sezione del sito sarà dedicata alla formazione a distanza degli operatori dei nidi e micro nidi e alla promozione delle buone prassi.
Terre des Hommes dal 1960 è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 67 paesi con 816 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con EU DG ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano - Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS). Per informazioni: www.terredeshommes.it
Per maggiori informazioni e richiesta di interviste:
Rossella Panuzzo, Ufficio stampa Terre des Hommes
Jacopo Salvadori, Ufficio stampa ATS Città Metropolitana di Milano,







