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Le ultime ricerche sulle conseguenze dell’uso dell'intelligenza artificiale da parte degli studenti presentano un quadro preoccupante: alla precisione degli elaborati non corrisponde spesso la comprensione degli argomenti trattati. Apprendimento in forte diminuzione, incapacità di esporre a voce quanto scritto. Situazione che viene confermata da molti insegnanti, i quali sollevano allarme sull’impatto di un utilizzo senza criteri dell’intelligenza artificiale.

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Eppure è esperienza comune quella del “costo” della stesura di un testo originale, senza aiuti “artificiali”: la difficoltà di trovare le parole giuste, ordinare i pensieri, di trasformarli in frasi chiare. La riflessione necessaria e alla fine, il premio del risultato finale. Con la consapevolezza che scrivere è un'attività piacevole e divertente, e che anche le difficoltà del processo creativo possono diventare fonte di soddisfazione e gioia.

Questo non significa essere contrari all'intelligenza artificiale (IA), che può servire a numerosi scopi, avvertono gli studiosi che si stanno occupando delle conseguenze della sua diffusione.

Va distinto, spiegano, il suo impiego legittimo per ricerche a supporto dello studio, ad esempio, dal delegare ai grandi modelli linguistici (LLM) attività che si sarebbe perfettamente in grado di svolgere da soli.

Gli svantaggi dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale

Il primo rischio è diventare persone più noiose e meno originali. Gli LLM sono algoritmi predittivi che calcolano quale parola sia più probabile in un dato contesto; come evidenziato dai ricercatori questo meccanismo può favorire una regressione verso la media: le espressioni diventano sempre più simili e i testi tendono ad assomigliarsi.

Se la tendenza si estendesse alla letteratura, spiegano, si arriverebbe a un mondo in cui tutti i romanzi sembrerebbero scritti dai pochi autori di bestseller. Anche chi ama profondamente i suoi libri finirebbe per trovarli ripetitivi. La varietà di stili, idee e punti di vista è ciò che rende interessante la lettura.

Il secondo svantaggio di un uso distorto dell’IA è la perdita del piacere che nasce dalla fatica. Le scienze cognitive osservano che, a parità di condizioni, le persone tendono a evitare gli sforzi, anche mentali: la cosiddetta avarizia cognitiva (cognitive miserliness), spiegabile biologicamente con la limitatezza di risorse come glucosio e ossigeno.

Alcuni studiosi propongono però una prospettiva diversa: l'impegno non è necessariamente qualcosa da evitare, perché può essere fonte di piacere e soddisfazione, legata al senso di realizzazione che segue il superamento delle difficoltà. Si può ad esempio pensare, suggeriscono, ai tatuaggi, apprezzati per il significato e l'estetica, ma anche per il dolore affrontato per realizzarli. In certi casi le persone scelgono deliberatamente attività impegnative proprio perché richiedono sforzo: perseverare diventa un modo per esprimere e rafforzare la propria identità. Impegnarsi, dunque, significa anche scoprire le proprie capacità e sviluppare fiducia in se stessi.

Perdere l'opportunità di sviluppare capacità e stile personali

Il terzo rischio è rinunciare a sviluppare le proprie competenze e la propria voce. Se tutti usano gli stessi strumenti i testi si somigliano, ma c'è di più: si rischia di non sviluppare mai uno stile personale.

La migliore letteratura è un esempio di scrittura originale, spesso curiosa e coinvolgente, che riflette la personalità di chi scrive. Alcune ricerche suggeriscono inoltre che scrivere con l'IA possa influenzare anche il linguaggio quotidiano, portando a adottare formule e parole alla moda tipiche dei modelli: si finisce per assumere inconsapevolmente lo stile dell'IA anziché sviluppare il proprio.

Come affrontare allora il problema? Abbandonare del tutto gli chatbot sarebbe poco realistico, vista la loro diffusione tra studenti e insegnanti. La questione non è se utilizzare l'IA, ma come farlo in modo consapevole, sottolineano i ricercatori, senza rinunciare alle proprie capacità e alla possibilità di crescere attraverso l'esperienza.

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Alcuni modi più costruttivi di utilizzare l'intelligenza artificiale nella scrittura

Imparare ad apprezzare lo sforzo. Tutto ciò che ha valore richiede impegno: le relazioni, gli hobby, persino curare un giardino o degli animali domestici. Lo stesso vale per la scrittura: esprimere le proprie idee senza aiuti esterni obbliga a organizzare i pensieri, chiarire le intuizioni e trasformare concetti confusi in argomentazioni comprensibili.

Mentre le parole prendono forma sulla pagina, si è costretti a mettere alla prova le proprie idee: il concetto è davvero chiaro? Le parole scelte dicono esattamente ciò che si intende? Chi legge capirà il messaggio come desiderato? Quali obiezioni potrebbero sollevare gli altri? Queste domande fanno parte integrante del processo e sviluppano ragionamento, spirito critico e consapevolezza del proprio pensiero.

Migliorare i testi, non sostituire il pensiero. Non tutti hanno una padronanza linguistica impeccabile, anche alcuni insegnanti spesso dimostrano lacune. Gli LLM possono essere un valido supporto per correggere errori e rendere i testi più scorrevoli, soprattutto per chi scrive in una lingua diversa dalla propria. Ma il processo deve partire dalle idee elaborate autonomamente, anche quando richiede tempo e fatica: l'IA è uno strumento di supporto alla scrittura, non un sostituto del pensiero umano.

Un interlocutore per mettere alla prova le idee. Scrivere significa condividere idee, che una volta rese pubbliche possono essere discusse, criticate e integrate da altri. Studiosi dell’IA propongono di usare gli LLM come sparring partner: presentare le proprie argomentazioni chiedendo di individuare gli errori e di dimostrare perché potrebbero essere sbagliate.

In questo modo si esamina il problema da prospettive diverse, si scoprono i punti deboli del ragionamento e si considerano obiezioni trascurate. Non sostituisce il confronto tra persone, che condivide esperienze, emozioni e intuizioni che un chatbot non può replicare, ma resta un'applicazione ragionevole e costruttiva.

Riscoprire il piacere di scrivere

Oltre a non evitare le difficoltà, è importante riscoprire il piacere di scrivere, sottolineano gli esperti di apprendimento: cercare le parole, organizzare le idee e superare gli ostacoli può essere un'esperienza stimolante, anche se non tutti la vivono allo stesso modo.

Ciò che conta è che il valore della scrittura non risiede solo nel testo finale, ma nel percorso necessario per realizzarlo. L'IA può rendere questo percorso più semplice, correggere gli errori e offrire nuove prospettive, ma affidarle interamente la scrittura significa rinunciare a imparare a pensare in modo autonomo, a esprimere la propria individualità e a trovare soddisfazione nel superare le difficoltà.

Per adolescenti e giovani adulti si tratta di un'opportunità importante di crescita personale, scolastica e professionale: l'obiettivo non è evitare la tecnologia, ma usarla senza perdere il piacere di pensare, creare, sperimentare e trovare una propria voce.