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Se ne parla come di una realtà nuova, ma le famiglie ricomposte esistono da sempre, con picchi in periodo di guerra, quando molte giovani vedove, spesso con un bimbo piccolo, celebravano un secondo matrimonio. Oggi sono ricostituite, ricomposte, allargate, fuse, a cespuglio eppure sono sempre le stesse. Famiglie che nascono quando in una coppia, uno dei due o entrambi i partner sono separati, divorziati con o senza figli. Le combinazioni sono tantissime, le alchimie che ne possono scaturire innumerevoli.

20140304 families

Famiglie fatte di speranza, di conflitti passati e di figli, uno diverso dall'altro. 


Famiglie fatte di speranza, di conflitti passati e di figli, uno diverso dall'altro. Alcuni nati nel mezzo dell'addio dei loro genitori, altri cresciuti dalla sola madre ( il genitore a cui vengono affidati di più i bambini) ma tutti chiamati a far parte di nuove famiglie, spesso in una casa nuova, con nuovi amici e nuove abitudini.

Non è facile. Ogni famiglia ha il suo bel da fare, perché cercare la nuova armonia non è mai semplice. Se non si fa attenzione, può succedere che, nel nuovo assetto familiare, i ragazzi trovino un nemico da combattere.

La nuova coppia dovrà pianificare lo star insieme e la gestione della confusione e, nell'interesse dei figli, potrà chiamare a collaborare anche gli ex. Anche la scelta delle parole diventa fondamentale. Matrigna o patrigno così come sorellastra, hanno il sapore amaro dei cattivi delle favole, quindi sarebbe sempre meglio trovare un modo speciale per chiamare i nuovi compagni e i nuovi fratelli acquisiti, iniziando, perché no, anche solo con il loro nome, per cercare poi, insieme e senza imposizioni, il modo di raccontarsi dentro e fuori casa.

Una buona e conclusa separazione precedente è un buon inizio. In presenza di conflitto con l'altro genitore biologico, sarà necessario tentare di risolverlo, comprendendo la fatica a cui sono sottoposti i figli e accettando, senza fretta, la rabbia che la nuova realtà potrebbe portare con sé. Una buona comunicazione dovrà essere semplice e chiara.

L'età dei figli di certo conta. Se per i più piccoli sembrerebbe più facile accettare la separazione, già in età prescolare i bambini potrebbero manifestare regressioni a comportamenti “da piccoli”. Un desiderio di tornare indietro che esprime il voler essere accuditi più di quanto il momento evolutivo prevederebbe. Bisognerà rassicurarli, specie perché spesso, con il loro “pensiero magico”, si sentiranno causa della rottura dei genitori. Più sfumata la situazione negli anni successivi, benché la rabbia potrebbe rendere difficile l'accettazione del genitore acquisito. Sarà cura dei genitori biologici fare in modo che la loro separazione non diventi una battaglia dove i figli devono scegliere con che squadra giocare.

Alle prese con la loro identità e con il bisogno di definire i primi confini tra sé e famiglia, per l'adolescente, il cambiamento di una nuova famiglia, potrebbe essere un ostacolo all'autonomia in costruzione.


E gli adolescenti? Alle prese con la loro identità e con il bisogno di definire i primi confini tra sé e famiglia, per l'adolescente, il cambiamento di una nuova famiglia, potrebbe essere un ostacolo all'autonomia in costruzione. Spinto dal desiderio di diventare sempre più “uno” e meno famiglia, potrebbe manifestare comportamenti aggressivi, specie se la richiesta di investire nelle nuove relazioni si fa insistente.


Non dimentichiamoci, poi, che nelle nuove famiglie può saltare anche l'ordine tra i fratelli. Così, la sorella più grande potrebbe diventare la mediana, la piccola potrebbe veder “rubato” il suo titolo o addirittura diventare la maggiore, i figli unici si perdono tra gli altri e il maschietto di casa potrebbe perdere la sua eccezionalità.

Cosa fare? Molta attenzione.

La famiglia dovrà crescere rispettando i ritmi di tutti, senza rigidità e nel rispetto della fase di vita di tutti. I ragazzi, a seconda del sesso e dell'età, prenderanno posto, costruendo con il tempo un nuovo senso di appartenenza, riempiendo il loro spazio di significato, adattandosi al cambiamento e rinunciando per sempre alle fantasie di riconciliazione tra i genitori.

Un buon rapporto con l'altro genitore, sviluppare e curare una buona rete di supporto esterno, con gli amici come a scuola, mostrare una buona disponibilità sono solo alcuni aspetti che aiuteranno queste nuovi gruppi. Le famiglie a cespuglio, arruffate e multiformi, potranno essere una grande ricchezza per i ragazzi che si troveranno davanti modelli, caratteri, miti, storie e abitudini prima sconosciute. Integrare il bello e le tradizioni del passato con nuovi rituali da costruire insieme sarà un elemento fondamentale di resistenza e benessere per la nuova famiglia.

 

L'autore.
Psicologa, Psicoterapeuta di formazione sistemico relazionale.

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