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"La filosofia riparativa si basa sulla convinzione che la convivenza umana può migliorare quando le persone si sentono parte di una comunità e possono prendere parte attiva nelle questioni che li riguardano, in relazione a problemi o conflitti. Le pratiche riparative forniscono sistemi per far fronte a situazioni conflittuali attraverso il dialogo. Questo modo di gestire il conflitto non solo aiuta a risolverlo, ma contribuisce anche a rafforzare i legami tra le persone e a migliorare le relazioni in tutta la comunità".

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In questa intervista, Jean Schmitz descrive le attività ed i progetti intrapresi dall'ILAPR, Instituto Latino Americano de Prácticas Restaurativas, di cui è direttore e coordinatore, e spiega l'importanza di diffondere metodi innovativi di giustizia riparativa, in particolare in America Latina. Questa istituzione, con sede a Lima e il cui obiettivo principale è quello di promuovere e favorire l'apprendimento, la crescita personale e la responsabilità sociale, promuovendo i rapporti umani e di cittadinanza, scommettendo su una migliore qualità della vita, oltre che su un benessere emotivo e un rispetto per i diritti dei cittadini, utilizza una metodologia basata su pratiche di riparazione.

 

Domanda.- Secondo lei, quali sono i principali vincoli e le principali sfide per la promozione di un approccio giuridico basato sulla giustizia riparativa in America Latina?

Risposta - In cinque anni, la giustizia minorile riparativa in Perù si è evoluta da un primo progetto pilota gestito da una ONG internazionale (la Fondazione "Terre des hommes") in un programma nazionale istituzionale. Oggi in Perù la giustizia riparativa è vista come una politica pubblica. Tuttavia, siamo ancora lontani dal poter dire che in Perù e in altri paesi latino-americani sia avvenuta una piena attuazione della giustizia riparativa.

D- L'istituto sta portando avanti una serie di attività di formazione, di sensibilizzazione sulle pratiche di riparazione. Molte di queste pratiche sono in fase di sviluppo in una scuola o di un ambiente comunitario. Potrebbe dirci quali risultati sono stati ottenuti nelle scuole in cui la sua istituzione ha lavorato? In quale misura questo tipo di pratiche ha aiutato gli adolescenti e i giovani, e in quale misura sono state efficaci da un punto di vista preventivo?

 

Il processo di risolvere un conflitto in aula attraverso il metodo del cerchio diventa un'esperienza di apprendimento nella quale gli studenti vengono a conoscenza del fatto che la loro aggressività colpisce altre persone e produce danni diversi per i quali devono assumersi la responsabilità e devono pensare quale sia il modo migliore per ripararli ripristinando, per quanto possibile, i rapporti che sono stati rotti dall'aggressione

 

A.- Innanzitutto, vorrei approfittare della domanda per fare una distinzione tra le definizioni "pratiche di riparazione" e "giustizia riparativa". Secondo Ted Wachtel, presidente dell'International Institute for Restorative Practices (IIRP), le pratiche di riparazione sono una scienza sociale che studia come costruire il capitale sociale e raggiungere disciplina sociale attraverso apprendimento e processi decisionali partecipativi. Il loro uso contribuisce a ridurre la criminalità, la violenza e il bullismo scolastico, nonché di rafforzare la società civile, per migliorare i comportamenti umani, per riparare i danni, per garantire efficacia dei ruoli pedagogici e istituzionali, e per ripristinare le relazioni personali e sociali.

La giustizia riparativa, invece, è considerato una sottocategoria delle pratiche riparative. La giustizia riparativa è reattiva e si compone di risposte formali e informali a un crimine e a qualsiasi altro comportamento antisociale, una volta che questo si sia verificato.

Usando la terminologia della "salute pubblica", la giustizia riparativa fornisce prevenzione terziaria la quale viene applicata dopo che si è verificato il problema e intende prevenirne il ripetersi. Le prtatiche riparative estendo questo sforzo attraverso la prevenzione primaria, la quale viene applicata prima che si verifichi il problema.

Ad esempio, in materia di giustizia penale, gli incontri riparativi consentono a vittime, colpevoli e ai loro familiari e amici di incontrarsi e riflettere su come ognuno di loro sia stato colpito da un crimine o da un reato e, se possibile, di decidere come riparare i danni e soddisfare i propri bisogni. (McCold, 2003)

Da quando è stato creato quasi tre anni fa, il ILAPR ha formato più di 700 insegnanti di vari ordini di scuola dell'America Latina, sulle pratiche riparative. Questo non significa però che tutti utilizzino le pratiche che sono state insegnate loro. Si stima che il 20% le utilizzi in modo progressivo e regolare, principalmente utilizzando i cosiddetti "cerchi di riparazione" all'interno delle classi.

Un cerchio è una pratica riparatoria versatile che può essere utilizzata in modo proattivo per sviluppare relazioni e costruire una comunità, o reattivo per rispondere a una cattiva condotta, a conflitti e problemi. I cerchi possono dare l'opportunità di parlare e ascoltare l'altro in un clima di sicurezza, di decenza e uguaglianza. Il processo cerchio permette alle persone di raccontare tutte le loro storie e di condividere i propri punti di vista (Pranis 2005). Il cerchio ha una vasta gamma di scopi: risoluzione dei conflitti, di guarigione, supporto, processi decisionali, scambio di informazioni e sviluppo di relazioni.

Nel complesso, gli insegnanti esprimono la loro soddisfazione per i notevoli risultati che ottenere con questo strumento con i loro studenti. Attraverso di esso scoprono la possibilità di sviluppare le relazioni tra gli studenti stessi, tra studenti e docenti, e tra insegnanti e genitori. Hanno anche notato una riduzione dei conflitti e delle aggressioni in classe, nonché un miglioramento della responsabilità personale e collettiva. Il processo di risolvere un conflitto in aula attraverso il metodo del cerchio diventa un'esperienza di apprendimento nella quale gli studenti vengono a conoscenza del fatto che la loro aggressività colpisce altre persone e produce danni diversi per i quali devono assumersi la responsabilità e devono pensare quale sia il modo migliore per ripararli ripristinando, per quanto possibile, i rapporti che sono stati rotti dall'aggressione.

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Q.- Che tipo di risposta avete ottenuto invece dai professionisti? E dagli studenti delle scuole?

La filosofia riparativa si basa sulla convinzione che la convivenza umana può migliorare quando le persone si sentono parte di una comunità e possono prendere parte attiva nelle questioni che li riguardano, in relazione a problemi o conflitti. Le pratiche riparative forniscono sistemi per far fronte a situazioni conflittuali attraverso il dialogo. Questo modo di gestire il conflitto non solo aiuta a risolverlo, ma aiuta anche a rafforzare i legami tra le persone e a migliorare le relazioni in tutta la comunità.

 

A.- La metodologia delle pratiche riparative è stata generalmente ben accolta dai partecipanti per diversi motivi. In primo luogo, perché tutto ciò che viene insegnato nei corsi si basa su esperienze reali provenienti da diverse parti del mondo, il che significa che gli esempi di buone pratiche efficaci vengono condivisi e incoraggiano la creatività dei partecipanti. In secondo luogo, perché la struttura dei corsi, che bilancia il contenuto teorico e pratico, tiene conto delle conoscenze e delle esperienze dei partecipanti, così come della loro area specifica di lavoro (la scuola, il sistema di giustizia penale, la comunità, etc.). Inoltre, i corsi si basano su materiale didattico opportunamente strutturato, che comprende anche video, libri e articoli scientifici. Inoltre, i corsi sono molto dinamici e impiegano diverse tecniche di insegnamento quale la riflessione, i giochi di ruolo, i lavori di gruppo e le discussioni.

Durante o dopo la formazione, molti dei professionisti si rendono conto che, in qualche modo, stavano già mettendo in pratica da soli le pratiche di riparazione, senza nemmeno rendersene conto. Il corso li aiuta a scoprire, approfondire o ampliare la loro conoscenza di tecniche semplici ma efficaci, per costruire relazioni e stabilire canali di comunicazione tra persone che stanno imparando ad essere rispettose e responsabili. Che si tratti di insegnanti, educatori, poliziotti, funzionari giudiziari o altro, i professionisti imparano a costruire una comunità e a promuovere una maggiore coesione sociale, contribuendo a evitare o a ridurre le tensioni e i conflitti potenziali o reali.

Gli insegnanti nella loro esperienza di lavoro in classe, soprattutto con i cerchi di riparazione, hanno scoperto che ai loro studenti piace molto sentirsi coinvolti attivamente, potendo esprimere le proprie emozioni in gruppo, condividere idee e opinioni, riflettere su un tema o un problema, cercando soluzioni, e che sono disposti ad assumersi la responsabilità e a riparare i danni causati a un altro studente.

L'uso frequente e intenzionale delle pratiche riparative formali e informali nelle scuole contribuisce progressivamente alla realizzazione di evidenti cambiamenti positivi negli atteggiamenti e nel comportamento degli studenti e alla creazione di un clima sano e sicuro in aula, il quale promuove la leadership e la responsabilità.

La filosofia riparativa si basa sulla convinzione che la convivenza umana può migliorare quando le persone si sentono parte di una comunità e possono prendere parte attiva nelle questioni che li riguardano, in relazione a problemi o conflitti. Le pratiche riparative forniscono sistemi per far fronte a situazioni conflittuali attraverso il dialogo. Questo modo di gestire il conflitto non solo aiuta a risolverlo, ma aiuta anche a rafforzare i legami tra le persone e a migliorare le relazioni in tutta la comunità.

Un approccio efficace per prevenire la violenza, riducendo in modo significativo i suoi livelli di pericolosità, affrontando tensioni interpersonali, di gruppo e i conflitti con la comunità, promuovendo modi proattivi per ricostruire le relazioni. Allo stesso tempo, è un approccio che sviluppa e migliora conoscenze, atteggiamenti e comportamenti, nonché valori quali rispetto, collaborazione, empatia e responsabilità. Offre anche la possibilità di riparare i danni causati e, per quanto possibile, di ricostruire i rapporti spezzati tra le persone.

Qui l'intervista integrale

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