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Gli operatori che lavorano direttamente con le adolescenti nelle comunità terapeutiche, osservano che l'autolesionismo viene utilizzato sempre di più dalle ragazze come una forma di comunicazione - sul loro stato mentale e sul loro mondo interiore.

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Un recente studio realizzato nel Regno Unito conferma un forte aumento degli episodi di autolesionismo tra le adolescenti. Il dato è allarmante. L’incremento tra le ragazze di età compresa tra 13 e 16 anni è stato del 68% negli ultimi tre anni.

Lo studio condotto da ricercatori dell'Università di Manchester ha rilevato che l'autolesionismo è tre volte più diffuso tra le ragazze rispetto ai ragazzi e che coloro che lo praticano sono molto più a rischio di suicidio. Gli autolesionisti hanno infatti 50 volte più probabilità di provare a togliersi la vita.

La ricerca ha anche rivelato che si tratta di ragazzi appartenenti ad aree socialmente svantaggiate, all’interno delle quali si verifica il maggior aumento di autolesionismo. Questi ragazzi hanno anche meno probabilità di essere indirizzati ai servizi di salute mentale entro un anno dal loro primo atto autodistruttivo rispetto a quelli che vivono in aree più ricche.


Un grido d'aiuto

Come si diceva, gli operatori che stanno a contatto con le ragazze inserite in un programma terapeutico osservano come l'autolesionismo venga utilizzato sempre più spesso dalle ragazze come un modo di esprimere qualcosa di difficile da dire, una modo di comunicare il loro stato mentale, il loro mondo interiore. Infatti non riescono sempre a dire o a mostrare altrimenti il loro dolore.

In questa direzione, Armando Favazza, scrittore e psichiatra statunitense, ha spiegato come l'autolesionismo possa essere utilmente considerato come "una forma morbosa di auto-aiuto".

E la ricerca ha dimostrato che la funzione principale dell'autolesionismo è la "regolazione dell'affetto" - in altre parole, un modo per gestire e tenere sotto controllo sentimenti caotici e spaventosi.

Ci sono anche molte altre evidenze scientifiche che suggeriscono che la memoria traumatica precoce fin dall'infanzia è contenuta nell'emisfero destro del cervello e non è accessibile a livello simbolico dal linguaggio a causa dell'immaturità del cervello degli adolescenti più giovani.

La teoria sostiene che il ricordo di queste esperienze traumatiche tende a diventare "somatizzato" o vissuto all'interno del corpo. Quindi, per i ragazzi che hanno subito abusi e maltrattamenti, l'autolesionismo può essere un metodo per esternalizzare le ferite interne mostrandole sulla superficie del corpo.

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Tempi preoccupanti

Il dato di fatto che la maggior parte di questi comportamenti dannosi vengano osservati nelle ragazze è particolarmente preoccupante. Ma come la psicoterapeuta Fiona Gardener spiega : “L'autolesionismo inizia tipicamente nell'adolescenza ed è caratterizzato da uno stato mentale adolescenziale”.

L'adolescenza stessa è transitoria, un periodo di incertezza, e la sua durata si è allungata negli ultimi anni - con alcune ragazze che hanno vissuto la loro prima mestruazione ad appena nove anni .

Dall'altro lato, l'adolescenza risulta più estesa a causa del fatto che molti adolescenti rimangono più a lungo in famiglia a causa delle scarse prospettive lavorative e dell'aumento dei prezzi di affitto e alloggio.

Questo comporta che i ragazzi rimangano dipendenti dai genitori più a lungo e siano al contempo costretti a esplorare la loro possibile indipendenza nel mondo virtuale - e questo ovviamente ha delle conseguenze.


Una cultura ansiosa

Ragazzi e i genitori trascorrono ora più tempo online, il che ha portato a uno stile di genitorialità meno relazionale e attento. E uno degli altri problemi collegati con il maggior tempo trascorso online nelle chat room è che i comportamenti autolesionisti possono essere "normalizzati" dai pari. Ricerche precedenti hanno mostrato un "forte legame" tra la frequentazione di forum online e l’autolesionismo degli adolescenti.

C’è poi da tenere in considerazione il mondo fortemente stressante e ossessionato dalle immagini in cui crescono molti adolescenti – fattore particolarmente sentito dalle ragazze.

I giovani di questi tempi vivono in un'epoca di selfie, “stati” online, aggiornamenti e comunicazione istantanea - con siti come Instagram e Snapchat che enfatizzano l'aspetto dei contenuti postati.

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La proliferazione di immagini di se stessi su questi siti genera una cultura profondamente competitiva e ansiosa tra gli adolescenti . E come ogni adolescente può raccontare, la maggior parte delle immagini vengono pubblicate dalle ragazze.

Anche il bullismo e lo stress provocato dalle interazioni sui social media sono una minaccia sempre presente. Questa è una minaccia che non insegue solo fino alla propria casa, ma entra in casa con i ragazzi, va a letto con loro e anche in vacanza con loro - è inevitabile.


Combattere i sentimenti

Quello che tutto ciò dimostra è che ai ragazzi viene dato troppo di ciò di cui non hanno bisogno e molto poco di ciò che servirebbe loro.

Ciò accade in un momento in cui i servizi di salute mentale in quasi tutti i Paesi europei, compreso il nostro, per pre-adolescenti e adolescenti non dispongono di risorse adeguate.

Se i giovani hanno accesso a un aiuto, sono spesso inseriti nella terapia cognitivo comportamentale a breve termine (CBT). Ma questa non è sempre la risposta, perché l'autolesionismo tende a radicarsi più sulle difficoltà emotive che sui processi cognitivi - su cui si concentra questo tipo di terapia.

In definitiva, tuttavia, questo aumento dell’autolesionismo deve essere visto per quello che è, un grido di aiuto e un modo di comunicare il dolore e il turbamento di queste adolescenti. E, date le dimensioni del problema, queste figure strazianti raccontano del grande peso rappresentato dall'esperienza di crescere in quanto ragazza oggi.

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