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  • “Non ci sto dentro”: Come stanno gli adulti?

     In occasione dell’apertura del portale interattivo Non ci sto dentro, pubblichiamo una riflessione sul film, pubblicata nel volume Educare al futuro. Il tema della “fatica degli adulti”, sfiancati dalla solitudine e dalla responsabilità del lavoro a contatto con adolescenti, è uno di quelli su cui Ubiminor intende mantenere un’attenzione continuativa.

  • Convegno Minori e Famiglia tra Crisi e Futuro

    Il confronto tra Alfio Maggiolini e Lamberto Bertolé

    al Convegno Minori e Famiglia tra Crisi e Futuro - 31 gennaio 2014

    Il convegno è stato realizzato con il patrocinio della Fondazione Cariplo

  • Crescere nonostante. Un romanzo di formazione

    Per gentile concessione del curatore e dell'editore, pubblichiamo l'introduzione di "Crescere nonostante. Un romanzo di formazione", a cura di Stefano Laffi (edizioni dell'asino).
     

    Se la maturità forse è sempre stata un mito, è di oggi la piena coscienza che siano in crisi gli adulti, come modello e come traguardo a cui naturalmente tendere: i cambiamenti degli ultimi anni sono stati invero radicali e spesso mortificanti; e il domani è tutto da inventare. Il loro romanzo di formazione, i ragazzi, invece di leggerlo e imitarlo, se lo stanno scrivendo da soli. Crescere nonostante racconta un “romanzo” in cui gli adulti sono invitati a porsi in modo nuovo rispetto ai ragazzi, in ultima analisi rispetto a se stessi.

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  • Filastrocca dello spaccino

    Hai notato quel biondino?

    Qui per tutti è lo spaccino.  

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  • Filastrocche giudiziarie

    I tribunali per i minorenni prendono ogni giorno decisioni difficili. Scelte delicate, suscettibili certo di errore ma orientate ogni volta sulla valutazione dei rischi e dei danni che un minore patisce, molto spesso per mano degli adulti a lui più vicini vale a dire i suoi genitori e i familiari più stretti.
    Negli ultimi anni una retorica mielosa e in bianco e nero ha raccontato storie dove i buoni erano ben distinti dai cattivi e dove la conclusione era invariabilmente una sola: i bambini e i ragazzi devono crescere con i loro genitori. Con loro, chiunque essi siano e comunque si comportino.

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  • Filastrocche giudiziarie. Filastrocche della televisione

    I tribunali per i minorenni prendono ogni giorno decisioni difficili. Scelte delicate, suscettibili certo di errore ma orientate ogni volta sulla valutazione dei rischi e dei danni che un minore patisce, molto spesso per mano degli adulti a lui più vicini vale a dire i suoi genitori e i familiari più stretti.
    Negli ultimi anni una retorica mielosa e in bianco e nero ha raccontato storie dove i buoni erano ben distinti dai cattivi e dove la conclusione era invariabilmente una sola: i bambini e i ragazzi devono crescere con i loro genitori. Con loro, chiunque essi siano e comunque si comportino.

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  • Gli adolescenti non sentono il loro odore, noi purtroppo sì!

    Anche se puzza Like Teen Spirit, come diceva il titolo di una canzone dei Nirvana,  non aspettatevi che il vostro ragazzo adolescente sia in grado di sentire il proprio odore come lo sentite voi.

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  • Il miele e l'aceto - Introduzione

    Per gentile concessione dell'autore e dell'editore, pubblichiamo l'introduzione de "Il miele e l'aceto" di Lamberto Bertolè (Novecento editore).

    Un giorno mi è capitato di leggere, con sgomento, in un trafiletto di giornale, che un ragazzo di quarta o quinta liceo si era suicidato perché non poteva più attendere di vedere se vi fosse un aldilà dopo la morte e, soprattutto, di sapere quale religione avesse detto la verità, quale fosse il vero Dio. “Se il destino dell’uomo è segnato, che senso ha aspettare?”, deve aver pensato. Il desiderio di assoluto, il bisogno di verità non gli avevano lasciato scampo. E il mio sgomento, nel leggere la notizia, ora lo so per certo, misurava la mia distanza di adulto da quell’età misteriosa, l’adolescenza, che era la sua età e non più la mia.

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  • La congiura contro i giovani

    Stefano Laffi presenta ai lettori di Ubiminor il suo ultimo lavoro: "La congiura contro i giovani" (Feltrinelli Editore)

    “Congiura” è un  termine forte. E oggi un po’ stride, perché l’accelerazione politica recente ha paradossalmente creato un’ideologia giovanilista, un mito di purezza e novità, forse ancora una volta strumentale, ennesima prova di come i giovani siano sempre stati usati. Il rischio è che scatti a breve la reazione, la controffensiva degli adulti al potere pronti a festeggiare insuccessi e impasse di chi ci prova senza avere l’età ufficiale per farlo. 

    20140227 Laffi

  • La differenza con gli adulti

    Comprendere e riconoscere
    il ruolo degli adulti
    per i giovani autori di reato

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  • La dimensione pedagogica del sistema della giustizia minorile. L'intervista a Lamberto Bertolé nel II Rapporto sulla devianza minorile

    Le riflessioni sulle implicazioni educativo – pedagogiche della situazione attuale del sistema penale minorile sono inseparabili dalle osservazioni sullo stato di procedure e snodi organizzativi e operativi. Sono infatti seminate in modo trasversale a tutti i punti che ho toccato finora.

    Voglio però a questo punto sottolinearne esplicitamente due aspetti, a loro volta strettamente interconnessi: la condizione dei minori e la condizione degli adulti. I fattori di disequilibrio legati alla crisi economica saranno anche qui espediente per mettere a fuoco motivi permanenti di attenzione e urgenza.

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  • La povertà delle relazioni educative

    La povertà delle relazioni educative: 

    quando gli adulti si sottraggono al loro ruolo

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  • Le ragazze di Bollate e le unità di misura della violenza

    Come si misura l’intensità di un’aggressione? Dai giorni di prognosi, dal numero degli spettatori, dall’uso di Internet come ripetitore, dalle ricadute sulla vita di chi la subisce?

    L’episodio di Bollate – la ragazza picchiata davanti alla scuola da una coetanea per ragioni, si è detto inizialmente, di gelosia, tra le incitazioni dei coetanei e con qualcuno che filmava e, solerte, pubblicava in rete – è odioso e ripetitivo.

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  • Parlare ai figli dei problemi della disoccupazione

    I genitori disoccupati sono prigionieri di quella vergogna che viene tuttora veicolata dalla società. Il termine "disoccupato" dice tutto:  nega lavoro a una persona, gli toglie la sua identità sociale. La disoccupazione è fonte di una sofferenza psicologica grave e complessa. Il senso di colpa che i genitori sentono si riflette nella loro relazione con il minore. Per dire no, chiedere i necessari limiti, bisogna sentirsi legittimati... 

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  • Semplicemente dicendo "sei troppo grassa" a una bambina, si rischia di provocarne l'obesità in età adulta.

    Le ragazze apostrofate come troppo "grasse" da genitori, fratelli, amici, compagni di classe o da un insegnante, all'età di 10 anni, hanno più probabilità di essere obese all'età di 19 anni, come indicato da un nuovo studio realizzato dagli psicologi della University of California - Los Angeles (UCLA).

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  • Un buon modo per aiutare i giovani senzatetto, quasi mai utilizzato

    Gli adolescenti senza fissa dimora, molti dei quali hanno subito violenze per mano di coloro cui erano stati affidati affinché prestassero loro cure e gentilezza, spesso si rifiutano di cercare calore e accudimento in luoghi protetti, troppo vincolati da regole e a contatto con un personale con cui non riescono a mettersi in relazione.

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