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  • La mediazione scolastica: imparare a parlare il linguaggio dell’ascolto e del dialogo - Prima parte

    Per alcuni anni ho svolto l’esperienza professionale di psicologo scolastico nelle scuole medie inferiori, attivando e realizzando lo Sportello d’Ascolto rivolto ad alunni, insegnanti e genitori. Nell’ambito di questa attività spesso mi sono trovata a fronteggiare situazioni conflittuali che richiedevano, più o meno specificamente, un lavoro di mediazione per il quale, necessariamente, occorrevano un ruolo e delle competenze separate e differenziate.

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  • La mediazione scolastica: imparare a parlare il linguaggio dell’ascolto e del dialogo - Seconda parte

    I percorsi di mediazione scolastica sono almeno due, a seconda delle domande esplicitate.
    Qualora la richiesta sia maggiormente incentrata sulla necessità di apprendere come utilizzare le contraddizioni e le contrapposizioni per farle evolvere attraverso strategie di cooperazione, il percorso privilegiato è il gruppo ‘metalogo’, ovvero un gruppo nel quale i partecipanti apprendono a dare senso alla propria esperienza relazionale, lavorando direttamente sui propri processi di senso.

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  • Prendere appunti a mano per comprendere e ricordare meglio

    Bisognerebbe rispolverare le penne a sfera e i bloc notes a righe che un tempo si usavano a scuola, per aiutare la memoria e favorire la comprensione di quello che si ascolta.

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  • Se i ragazzi hanno la forza di cambiare in meglio la società

    Un buon amico, professore di lettere adorato dagli studenti, l’altra mattina, per convincermi a dedicarmi di più alle gioie dell’esistenza, mi ha «regalato» una frase del discorso di Camus pronunciato alla consegna del premio Nobel: «l’artista si forma in questo rapporto perpetuo fra lui e gli altri, a mezza strada fra la bellezza di cui non può fare a meno e la comunità dalla quale non si può staccare. È per questa ragione che i veri artisti non disprezzano nulla e si sforzano di comprendere invece di giudicare».

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