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La parola Fiducia

nel portale 

Non ci sto dentro

 

 

  Il ritorno nella società al termine di un percorso penale

dalla voce dei protagonisti

nel portale Non ci sto dentro

Alcune tecniche di interrogatorio comunemente utilizzate dai dipartimenti di polizia negli Stati Uniti per ottenere confessioni dai sospettati adulti sono inappropriate e controproducenti se utilizzate con i minori, secondo uno studio in corso presso la facoltà di psicologia della Virginia University.

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Ho letto con stupore il rapporto realizzato da Save the children, secondo il quale una larga parte dei minori che al momento sta scontando una condanna penale, avrebbe alle spalle mesi o anni di lavoro svolto sotto i 16 anni. La mia esperienza dice tutt'altro e voglio qui riferirla con una breve nota personale.

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Secondo il rapporto sul lavoro minorile e giustizia penale, realizzato da Save the children, una larga parte dei minori che al momento sta scontando una condanna penale, ha alle spalle mesi o anni di lavoro svolto sotto i 16 anni. Una quota significativa di essi ha lavorato addirittura a 11-12 anni e in condizioni di grave sfruttamento e pericolo, per tante ore di seguito e di notte, fuori della cerchia familiare. Ristorazione, vendita, edilizia, agricoltura e allevamento, meccanica alcuni dei principali settori di impiego di questi giovanissimi.

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Pubblichiamo l'abstract e i risultati della ricerca «Giustizia e giovani adulti» realizzata dal Censis, con la collaborazione della Fondazione Don Luigi Di Liegro, per conto del Dipartimento per la Giustizia Minorile-Ufficio Studi, ricerche e attività internazionali.

Le persone sotto i 21 anni in carico ai servizi della giustizia minorile al 1° gennaio 2012 sono 13.500. Di questi, i giovani adulti (18-21 anni) rappresentano il 61% (più di 8.000), per oltre il 50% presi in carico prima del compimento dei 18 anni.

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Per gentile concessione dell'Ufficio Studi, Ricerche e Attività Internazionali del Dipartimento di Giustizia Minorile, pubblichiamo l'introduzione al "2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia" (II parte).

Alcune centrature

Il Rapporto apre alcuni spazi dedicati a segmenti di cui vuole marcare la peculiarità. Allcuni di essi sono stati  citati sommariamente nel corso di questa presentazione: l’analisi sulla recidiva,  la sospensione del processo e della messa alla prova, la condizione delle ragazze. Vorrei aprire uno spazio di riflessione sui cd. giovani adulti. La progressiva presenza di ragazzi nella fascia alta dell’adolescenza, in area penale esterna ed interna è un punto di particolare significatività all’interno di questo Rapporto. Infatti se abbiamo parlato della dinamicità e flessibilità dell’adolescenza in area penale non si può non prendere atto del progressivo innalzamento dell’età dei ragazzi che entrano e sostano all’interno dei Servizi minorili.

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Per gentile concessione dell'Ufficio Studi, Ricerche e Attività Internazionali del Dipartimento di Giustizia Minorile, pubblichiamo l'introduzione al "2° Rapporto sulla devianza minorile in Italia".

Tutto ciò che qualcuno può immaginare
Altri potranno trasformarlo in realtà
Jules Verne

Succede che se qualcuno può prefigurare una realtà, questa nel tempo si realizzi. Il 2° Rapportosulla Devianza Minorile a cinque anni di distanza dal primo, presenta dati che raccontano una immaginazione, per dirla con Giulio Verne,  quel desiderio dei padri della Giustizia minorile che hanno nel tempo impegnato le proprie energie culturali e professionali per difendere e promuovere l’idea che il carcere per i minori dovesse essere una soluzione sempre meno utilizzata. E così le loro idee hanno informato l’opera del Legislatore che nel 1988 con una riforma di grande respiro ha creato le premesse normative perché questo pensiero pedagogico avesse la possibilità di tradursi in realtà. Questo Rapporto che vede la luce alle soglie del 2014 sembra voler marcare il segnale che dal 1988, vale a dire in 25 anni, la Giustizia minorile, ne ha fatta di strada  e, ormai priva di padri/pensatori, ha assimilato, nella quotidianità del lavoro di magistrati ed operatori,  l’idea che educare o rieducare un minore  sia un’operazione complessa e faticosa da giocarsi nei luoghi della vita e non nei luoghi della reclusione. I dati che in questo Rapporto presentiamo segnano il passaggio ad una Giustizia minorile proiettata sul territorio, centrata sulla qualità del progetto socio-educativo , orientata a promuovere empowerment nella famiglia e  che comincia a credere nella giustizia ripartiva.

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 Il sistema della giustizia minorile

dalla voce dei protagonisti

nel portale Non ci sto dentro

 

Quasi la metà degli Stati americani ha fatto passi da gigante negli ultimi otto anni nella riforma del trattamento penale dei minori, sia in relazione ai processi che in riferimento all'incarcerazione nelle prigioni per adulti.

Tracy McClard ha lottato a lungo per le riforme del sistema penale minorile del Missouri, in memoria del figlio, Jonathan McClard, che si è impiccato in carcere nel gennaio 2008, tre giorni dopo il suo 17° compleanno - e dopo un mese di detenzione in isolamento per aver violato le regole della prigione durante una visita della madre.

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Le pubblicazioni su Ubiminor riprenderanno il 2 settembre.
A tutti i lettori, auguriamo buone vacanze!

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