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Si misura, a volte, la gravità della violenza familiare, in base all’intensità dei fatti e si pretende dai bambini un colpo di spugna ad ogni attimo o promessa di tranquillità. Pochi sanno capire che i fatti valgono, sì, per quel che sono ma anche per la forma che danno alle cose, ai pensieri ed emozioni dei bambini, alla rappresentazione della realtà. Il tempo che sta in mezzo non è vuoto di violenza, se è questo che conosci e che ti aspetti, ancora e ancora.

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Interveniamo a tutela di un piccolissimo dopo che per quattro volte è stato ricoverato d’urgenza, per le percosse della mamma, avvenute sotto gli occhi del papà. Un brandello di orrore entra in aula, noi ci affacciamo su un baratro che sconvolge.

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Ci sono famiglie dove il maltrattamento, la violenza fisica e psicologica, sono un dato strutturale, magari accentuato da una cultura che li legittima. Se un membro della famiglia – ad esempio una adolescente, e perciò due volte ribelle e due volte fragile: per età e per sesso – non lo tollera, la sua reazione può, raramente, essere trasformativa e di crescita per tutti. Molto più spesso è, per la ragazza, l’ingresso in una solitudine sconfinata. Occorre molta forza e un pizzico di fortuna per non tornare sui propri passi e continuare a credere di avere fatto la scelta giusta, perché deve esserci un’altra possibilità. A scapito dell’appartenenza, certo, ma a vantaggio della propria crescita, della propria libertà.

20170529 ribelle 3

Io lavoro in un centro educativo
sono tanti i ragazzi che incontriamo
con ognuno ripeto il tentativo
di ascoltarli e dire che ci siamo.

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E tu che cosa guardi?
Non sono mica un bambino.
Se mi va faccio tardi.
Non venirmi vicino.

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Si inizia spesso con una battuta, che in genere però è un colpo basso. Poi un altro scherzo, un altro colpo. Dopo può accadere che la manifestazione di bullismo si aggravi, oppure che rimanga a “bassa intensità”, a malapena riconoscibile, se non per la vittima. Qualcuno dice qualcosa per fermare la situazione? La situazione continua a mantenersi sottotraccia o diventa esplosiva?

20170503 bullismo e pari

Dei ragazzi di strada qualche cosa sappiamo. Le fogne di Bucarest, le periferie metropolitane. È diverso averne uno davanti, sentirlo raccontare - come fosse lui il più potente - i tratti ripetuti della sua sottomissione.
Il ragazzo ha 14 anni e viene dall’Europa dell’Est. La mamma e la nonna sono la lente d’ingrandimento della nostra impotenza, lui nasconde le lacrime sotto il cerone. Più che in tante altre vicende, non è stato facile ascoltare.

20170502 abbandono

Un importante processo di apprendimento risulta compromesso o quantomeno impoverito negli adolescenti che sono stati abusati da bambini. Questo fattore di disabilità contribuisce allo sviluppo di  comportamenti disfinzionali nel corso della vita, a partire da questo decisivo momento della vita.

20170328 disfunzionali

La notizia è del 2.03.17. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per non essere intervenuta in un caso di violenza familiare. La moglie lo aveva denunciato ma a questo non erano seguiti provvedimenti e, in un ennesimo litigio, quando il figlio è intervenuto a difendere la madre, il padre ha ucciso il ragazzo. La moglie, ferita, è riuscita a mettersi in salvo.

20170307 sentenza 3

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Le pubblicazioni su Ubiminor riprenderanno il 2 settembre.
A tutti i lettori, auguriamo buone vacanze!

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