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Un nuovo studio della Facoltà di Medicina dell'Università del Michigan rivela che gli adolescenti che hanno una muscolatura più forte corrono un minore rischio di malattie cardiache e di contrarre diabete. Questi giovani, rispetto ai coetanei con muscolatura meno pronunciata, anche un basso indice di massa corporea (BMI), fianchi più piccoli e sono complessivamente più in forma.

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Immaginate due ragazzi, entrambi a rischio in riferimento alla possibilità di ingresso in una banda di ragazzi con tendenze devianti. Uno poi lo fa davvero, l'altro invece evita di farlo. Anche se il primo adolescente alla fine ne esce, molti anni dopo lui, o lei, non solo ha un "rischio" significativamente più alto di essere incarcerato e di ricevere una sanzione legale, ma ha anche meno probabilità di aver concluso le scuole superiori e più probabilità, rispetto al coetaneo che ha evitato di entrare nella gang, più facilmente sarà in peggiori condizioni di salute, con la necessità di assistenza sociale, e impegnato a lottare contra la tendenza ad abusare di droga.

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Uno studio di recente pubblicazione mostra che adolescenti valutate come obese all'età di 11 anni, ottengono risultati scolastici inferiori alla media all'età di 11, 13 e 16, in rapporto alle coetanee che non sono in sovrappeso.

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Gli adolescenti con un disturbo di personalità di tipo antisociale sono soliti infliggere danni fisici e psicologici sia a se stessi che agli altri. Si sa ancora poco sui processi neurali sottostanti a questi comportamenti. I ricercatori dell'Università di Leiden e del Max Planck Institute for Human Development hanno individuato una possibile spiegazione: le loro regioni cerebrali responsabili dell'elaborazione delle informazioni sociali e del controllo degli impulsi sono meno sviluppati.

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La mancanza di sonno e l'obesità sono associati a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche negli adulti e nei bambini piccoli. Tuttavia, l'associazione non è molto chiara negli adolescenti, una fascia d'età caratterizzata da mancanza di sonno adeguato e con un tasso di prevalenza del sovrappeso e dell'obesità pari al 30 % negli Stati Uniti. In un nuovo studio di prossima pubblicazione nel "The Journal of Pediatrics", i ricercatori hanno trovato che il rischio cardiometabolico negli adolescenti obesi può essere predetto in base alle abitudini riferite al sonno.

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Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e di conseguenza anche le relative diagnosi: genitori e docenti sono, infatti, più sensibili a queste problematiche anche grazie alla consistente in-formazione che si è diffusa a seguito della legge n.170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” e al documento redatto dalla Consensus Conference P.A.A.R.C 2011 che ha definito le linee guida per la diagnosi e il trattamento dei DSA.

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È sempre più diffuso e urgente un bisogno di approfondimento della competenza linguistica dei minori stranieri presenti nelle scuole italiane. Al là della doverosa attività di alfabetizzazione, per consentire loro una effettiva prosecuzione degli studi all'interno del circuito scolastico superiore, occorre portarli a una padronanza dell'italiano compatibile con quella richiesta dai livelli di ingresso delle scuole secondarie superiori.

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Una ricerca condotta da un gruppo di psicologi della Stanford University mostra che i bambini di due anni appartenenti alle famiglie a basso reddito, possono essere già avere un ritardo di sei mesi nello sviluppo del linguaggio. Lo studio getta le basi per elaborare metodi di intervento al fine di ridimensionare questo fenomeno.

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I disturbi d'ansia sono comuni nei bambini e negli adolescenti, colpiscono  fino al 25 per cento della popolazione giovanile. L'ansia provoca disagio e compromissione delle capacità funzionali e, se non trattata, può portare a brutti voti, a problemi nelle relazioni familiari e all'aumento delle possibilità di disturbi psichiatrici in età adulta. 

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L’occuparsi di adolescenti con disturbo di personalità, nella gestione quotidiana, significa tenere insieme la dimensione dell’adolescente e quella del portatore di un serio disturbo di personalità, “sia perche entrambe sono fonti potenziali di problemi e sofferenze, sia perché tendono a interagire reciprocamente: a volte il funzionamento adolescenziale aggrava lo scenario, altre volte può rivelare l’esistenza di insospettate risorse riparative.

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