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È sempre più diffuso e urgente un bisogno di approfondimento della competenza linguistica dei minori stranieri presenti nelle scuole italiane. Al là della doverosa attività di alfabetizzazione, per consentire loro una effettiva prosecuzione degli studi all'interno del circuito scolastico superiore, occorre portarli a una padronanza dell'italiano compatibile con quella richiesta dai livelli di ingresso delle scuole secondarie superiori.

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Una ricerca condotta da un gruppo di psicologi della Stanford University mostra che i bambini di due anni appartenenti alle famiglie a basso reddito, possono essere già avere un ritardo di sei mesi nello sviluppo del linguaggio. Lo studio getta le basi per elaborare metodi di intervento al fine di ridimensionare questo fenomeno.

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I disturbi d'ansia sono comuni nei bambini e negli adolescenti, colpiscono  fino al 25 per cento della popolazione giovanile. L'ansia provoca disagio e compromissione delle capacità funzionali e, se non trattata, può portare a brutti voti, a problemi nelle relazioni familiari e all'aumento delle possibilità di disturbi psichiatrici in età adulta. 

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L’occuparsi di adolescenti con disturbo di personalità, nella gestione quotidiana, significa tenere insieme la dimensione dell’adolescente e quella del portatore di un serio disturbo di personalità, “sia perche entrambe sono fonti potenziali di problemi e sofferenze, sia perché tendono a interagire reciprocamente: a volte il funzionamento adolescenziale aggrava lo scenario, altre volte può rivelare l’esistenza di insospettate risorse riparative.

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Cindy Mathers era perplessa. Incaricata di coinvolgere un gruppo di adolescenti considerati a rischio di dispersione scolastica nel passaggio alla scuola superiore, Cindy, che lavora con le comunità aborigene nel West Gippsland, in Australia, era preoccupata che le tradizionali tecniche didattiche basate sulla comunicazione orale risultassero presto inefficaci con ragazzi tanto turbolenti.

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A lungo si è creduto che il viaggio adottivo avesse come prima tappa fondamentale per bambini e genitori l’iniziare insieme una “nuova vita” per costruire una “nuova famiglia”, come se l’incontro adottivo presupponesse un rito iniziatico, una morte ed una rinascita. Nel tempo i pazienti, le famiglie ed i genitori hanno guidato psicoterapeuti e psicoanalisti nel comprendere che il viaggio adottivo inizia ancora prima del primo incontro e che spesso prevede l’attraversare un cammino connotato da emozioni forti e contrastanti che spesso non trovano parole per esprimersi. 

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